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Un’opera d’arte scovata… per caso: un ex voto della Moretta potrebbe essere a firma di Giacomo Soffiantino

Questo articolo prende le mosse da una curiosità emersa grazie allo spirito d’osservazione e all’ottima memoria di Sergio Susenna, insegnante, presidente della sezione albese di Italia Nostra, storico e appassionatissimo ricercatore del passato della nostra città. Nel 1999 Susenna completa e pubblica un volume dedicato al santuario mariano della Moretta, al borgo che lo circonda e alla corposa raccolta di ex voto – sono complessivamente 1.075 di cui 422 figurativi e 653 oggettuali – che il santuario ha raccolto come segno di gratitudine dei fedeli “Per Grazia Ricevuta”. Accade che Sergio Susenna, catalogando con rigore gli ex voto figurativi, ha assegnato il numero 300 dell’elenco a un’opera firmata Soffiantino. «Per un appassionato come me – spiega – è stato impossibile resistere alla tentazione di sottoporre la cosa agli organizzatori e ai curatori della mostra dedicata al maestro torinese. Il solo movente è stata la curiosità della circostanza e della singolare coincidenza. Cortesemente, la figlia Carla e il professor Adriano Olivieri hanno valutato l’ex voto senza incoraggiarmi nell’ipotesi di un’attribuzione a Giacomo Soffiantino». Però ci sono elementi che fanno pensare: se è vero che l’opera sarebbe stata commissionata ad un giovanissimo di 15 anni ci sono altre considerazioni che, ben lungi dall’essere una prova, sono però suggestive. L’ex voto – un acquerello su carta di 29 per 44 centimetri, datato 1944 – ha come committente la famiglia Sterpone di Cavallermaggiore e per oggetto lo scampato pericolo di due uomini sorpresi dall’arrivo in stazione di una locomotiva il 27 settembre del ‘44. L’opera è unica e profondamente differente dallo stile naif tipico di questi lavori: la scena è dinamica, resa in prospettiva e con una composizione che fa pensare ad una pittura del tutto diversa dagli stilemi del genere. Volendo approfondire… la mostra sarà visitabile sino al 30 giugno in Fondazione Ferrero.

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