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    Casa, in arrivo un nuovo condono edilizio per sanare le lievi irregolarità

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    La Sala “Porta delle Langhe” di Cherasco ha ospitato il Convegno “La situazione urbanistica regionale”, promosso dal Comitato dei Collegi Geometri e Geometri Laureati del Piemonte. Il Convegno ha consentito l’analisi e relativi approfondimenti sulla Normativa Urbanistica ed Edilizia piemontese, con approfondimenti relativi alle problematiche dovute alle notevoli difficoltà di gestione del parco immobiliare regionale e nazionale. L’Evento – che ha visto la partecipazione di oltre 400 Geometri di tutto il Piemonte e una numerosa platea di sindaci e tecnici comunali – si è aperto con i saluti portati dal Presidente del Collegio della provincia di Cuneo Carlo Cane in qualità di Presidente del Comitato Regionale.

    La casa “bene rifugio”

    Durante i lavori sono state trattate le principali normative urbanistiche, con particolare riferimento alla Legge regionale che consente una importante semplificazione in materia urbanistica ed edilizia promulgata, con l’intento di salvaguardare una gran parte del patrimonio immobiliare ed introducendo tolleranze esecutive importanti. Al momento, questa legge è soggetta all’impugnazione da parte del Governo per presunte motivazioni di incostituzionalità su alcuni specifici articoli. Nei prossimi giorni è atteso il giudizio della Corte Costituzionale, con l’auspicio la norma divenga operativa, al fine di consentire lo sblocco dell’attuale situazione di impasse dovuta alle note difformità della maggior parte del parco immobiliare rispetto alle autorizzazioni edilizie rilasciare a partire dai primi anni ‘50 del 900. I Professionisti da tempo richiedono a gran voce di intervenire a livello nazionale e regionale per porre rimedio a questa situazione. In particolare, oggi ci si ritrova a considerare come fabbricati “non conformi” alla normativa edilizia e quindi “non vendibili”, edifici che hanno addirittura ottenuto l’Abitabilità a seguito di sopralluogo da parte dei Tecnici Comunali. Una situazione incomprensibile per i cittadini, che danneggia la stessa economia del “bene rifugio” degli Italiani, rappresentato dalla casa. Le azioni effettuate dalla Regione Piemonte, con l’emanazione della citata Legge, e le recenti dichiarazioni rilasciate dal Ministro Salvini in merito alla predisponenda regolarizzazione edilizia, pongono le basi per sperare una risoluzione di questa importante problematica. Il Senatore Bergesio, nel suo intervento ha riportato alla platea questa particolare sensibilità del Governo nell’attuare soluzioni che possano consentire lo sblocco di questa annosa situazione. È dunque in predicato una rivitalizzazione il mercato immobiliare, attraverso lo sblocco dell’utilizzabilità e vendibilità di immobili attualmente inutilizzati a causa di lievi irregolarità burocratiche o costruttive. Si tratta di una proposta che riguarda un condono edilizio di dimensioni limitate, mirato a rilanciare il mercato immobiliare e la vendibilità. Questa misura permetterebbe di regolarizzare abitazioni con irregolarità minori, facilitando la trattabilità del 75% del parco immobiliare nazionale.

    Cosa si può risanare

    La proposta nazionale mira a indirizzare specificamente le difformità di natura formale e sostanziale nel contesto edilizio. Queste includono sommariamente: difformità di natura formale, legate alle incertezze interpretative della disciplina vigente. Difformità edilizie “interne”, riguardanti singole unità immobiliari, a cui i proprietari hanno apportato lievi modifiche. Cambi di destinazione d’uso degli immobili tra categorie omogenee. Difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma non sanabili oggi a causa della disciplina che non consente di conseguire il permesso o la segnalazione in sanatoria per moltissimi interventi, risalenti nel tempo.

    Geometri protagonisti

    Come ha concluso il Presidente Carlo Cane: «Come Geometri segnaliamo fortemente la nostra difficoltà ad operare al servizio del territorio a causa della notevole stratificazione normativa, che vede il sovrapporsi di regole e di norme che in molti casi si contraddicono tra loro e rendono elevata l’incertezza nel modo di predisporre pratiche edilizie anche apparentemente semplici. Le stesse Relazioni di Regolarità Edilizie ora richieste in occasione dei Trasferimenti Immobiliari, pur non essendo obbligatorie ma comunque opportune per garantire la massima trasparenza, sono in molti casi di difficile predisposizione. In molti casi la non conformità che viene riscontrata non è dovuta ad abusi edilizi reali ma a modalità di rappresentazione che nel tempo sono mutate in ordine di strumenti, modalità di lavoro e finalità. È necessario ed urgente trovare delle soluzioni che tengano conto della storia dell’edificato a livello nazionale, pena il depauperamento del bene principale degli Italiani».   

    Redazione Corriere
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