Stalking alla figlia: indagata un’amica di Buoninconti, l’assassino di Elena Ceste

Un’amica di Michele Buoninconti, l’ex vigile del fuoco in servizio ad Alba condannato a 30 anni per l’omicidio della moglie, potrebbe finire a processo per stalking. Vittima la figlia maggiore di Elena Ceste, Elisa, 18 anni. Sarebbe stata perseguitata da Marilinda Gimelli, 57enne residente a Pisa. Andava a trovare Buoninconti in carcere e, forse indotta dall’uomo, per mesi nel 2018 ha bersagliato di telefonate, messaggi e richieste d’incontro la giovane. Questo con l’intento di far riallacciare i rapporti tra lo stesso Buoninconti e la prole, 2 maschi e 2 femmine affidati ai nonni materni originari di Govone.

La registrazione di parte di un colloquio tra Gimelli e Buoninconti era anche stata mandata in onda dalla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”. La vicenda è passata al vaglio della Magistratura dopo la denuncia, scattata quando la ragazzina confessò ai tutori dei contatti avuti con la Gimelli che sarebbe anche riuscita a reperire l’indirizzo dei Ceste e in un caso ad avvicinare di persona Elisa. L’altro giorno ad Asti è stata rinviata a luglio l’udienza dal Gup.

«Ci interessava solo che questa persona la smettesse d’importunare ma se il procedimento andrà avanti – ha dichiarato uno dei legali dei Ceste, Debora Abate Zaro – ci costituiremo parte civile e chiederemo un risarcimento simbolico di un euro. Perché da quella donna Elisa dice di non volere nulla».

Buoninconti, 49 anni, sta scontando il massimo della pena possibile con il rito abbreviato concessogli. L’omicidio risale al gennaio 2014; padre-padrone accecato dalla gelosia per la consorte che era tornata a incontrarsi e a corrispondere su Internet con vecchi compagni di scuola, aveva anche occultato il cadavere. I resti di Elena, 37 anni, furono trovati soltanto l’ottobre sucessivo in un canale irriguo poco lontano dalla casa coniugale a Costigliole d’Asti.

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