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L’architetto albese Enrico Marengo, relatore al 42° congresso internazionale dell’OIV

ALBA – Una platea d’eccezione, costituita dai partecipanti al 42° congresso mondiale dell’OIV, Organizzazione Internazionale della vigna e del vino (in corso in questi giorni a Ginevra) per diffondere e far conoscere a tutto il mondo la tecnologia innovativa per la depurazione delle acque dell’azienda albese Amethyst. Di fronte a un pubblico proveniente da 43 paesi diversi, l’architetto Enrico Marengo di Amethyst ha illustrato le potenzialità del sistema biotecnologico per la depurazione dei reflui Zeofito®, già adottato da un centinaio di cantine in diverse regioni italiane.

Al di là degli obblighi relativi al trattamento delle acque reflue delle cantine, problema molto sentito in particolare durante il periodo vendemmiale, gli attuali orientamenti dello sviluppo sostenibile spingono verso soluzioni a basso consumo energetico e rispettose del paesaggio e della biodiversità.

L’innovativa soluzione di Amethyst consiste in un impianto di fitodepurazione che utilizza essenze vegetali, rocce vulcaniche e un mix di batteri per depurare i reflui, consentendo anche un eventuale riutilizzo e riciclo delle acque di scarico, con importanti benefici per l’ambiente e la tutela di un bene sempre più prezioso.

Commenta l’architetto Enrico Marengo: “E’ stato un grande onore poter partecipare come relatore al congresso mondiale dell’OIV e riscontrare un così grande interesse nei confronti delle nostre soluzioni. La tecnologia Zeofito® rappresenta una soluzione ideale per il problema degli scarichi vinicoli che, soprattutto durante la vendemmia, contribuiscono alla congestione dei sistemi di depurazione centralizzati con gravose conseguenze per l’ambiente e costi crescenti per lo smaltimento. La fitodepurazione, inoltre, è una soluzione sostenibile anche dal punto di vista paesaggistico, fattore molto importante nei territori a vocazione vinicola e turistica come le Langhe.”

Per informazioni: www.amethyst.it

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