La fratellanza, un fondamento della democrazia

Nel 1789 durante la rivoluzione francese si auspicavano libertà, uguaglianza e fraternità. Oggi il Papa parla di convivenza fraterna. Sono passati 230 anni e il termine fratellanza rimane un ideale non concretizzato, un obiettivo ancora da raggiungere. Se la libertà e l’uguaglianza hanno trovato un posto nella nostra vita quotidiana e nella legislazione di molti Stati, se nei Tribunali c’è scritto che la Legge è uguale per tutti, se il welfare permette di avere l’assistenza sanitaria e la pensione sociale anche a coloro che non hanno mai versato i contributi o non hanno mai potuto lavorare, raramente troviamo l’applicazione della fratellanza. L’esperienza e l’informazione ci portano a diffidare di chi non conosciamo. Troppe volte abbiamo sentito casi di persone truffate per essersi fidate di sconosciuti che bussano alla porta o, peggio ancora, di parenti che per i loro interessi ci hanno usato fino a quando ne avevano bisogno. Sta di fatto che la fratellanza non ha avuto il sufficiente riconoscimento che avrebbe permesso a tutti di vivere meglio. Il termine fratellanza deriva da fratello e per me i miei due fratelli sono un punto fermo della mia vita. Mi piace allargare il concetto di fratellanza alle mie cognate, ai miei colleghi, ai miei studenti e alle persone che conosco e che ritengo oneste, buone e altruiste. Mi dispiace invece quando provo un senso di fastidio e disagio se incontro persone che istintivamente e inconsciamente mi sembrano viscide, opportuniste e false. Non si tratta di discriminare qualcuno perché di buoni e cattivi ce ne sono ovunque. Mi limito solo a pensare a quanti soprusi avranno dovuto assistere per arrivare a riversare tutte le cattiverie subite sugli altri. In conclusione penso che noi esseri umani dovremmo trovare nella comunicazione verbale il modo migliore per spiegarci e comprenderci senza dover ricorrere a sotterfugi o prevaricazioni come unico modo per poter sopravvivere ingannandoci a vicenda: la fraternità salverà il mondo!

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