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E’ nata la prima Polizza api e miele, promossa anche da Cia Agricoltori Italiani per tutelare il settore dalle avversità

In Italia ci sono 68.000 apicoltori con un milione e 600 mila alveari, in Piemonte 5.700 con 211.00 alveari, in provincia di Cuneo 1.400 con 5.000 alveari

 Il direttore Cia Cuneo, Varrone: “Il quadro assicurativo introdotto è di grande importanza per il comparto, perché ne riconosce la specificità e l’esigenza di tutelarlo”

Sul territorio italiano ci sono 68.000 apicoltori che curano, ogni giorno, un milione e 600 mila alveari distribuiti nelle aree rurali, salvaguardando la biodiversità e mantenendo le tante varietà di mieli locali. In Piemonte, gli apicoltori professionisti titolari di un’azienda agricola e quelli impegnati nell’attività a livello amatoriale, in regola con il censimento, raggiungono quota 5.700, con 211.000 alveari. In provincia di Cuneo, risultano essere poco più di 1.400, con 5.000 alveari.

Purtroppo, però, durante gli ultimi cinque anni, nel mondo sono andati persi oltre 10  milioni di alveari. I cambiamenti climatici, ma anche la diffusione di nuovi parassiti hanno causato un aumento delle avversità così devastanti da compromettere le risorse apistiche, la sopravvivenza degli impollinatori dai quali dipende il 70% della produzione agricola sul Pianeta e la possibilità per gli imprenditori del settore di mantenere sostenibile a livello economico il loro impegno a causa dei rilevanti cali delle lavorazioni.

La Polizza

Per tentare di superare la difficile situazione in atto è stata messa a punto e inserita nel Piano Assicurativo Nazionale 2022 la prima Polizza api e miele. L’hanno promossa la Cia nazionale, attraverso Ci Assicura, il Consorzio di difesa indipendente-Coop Di Italia e la Cattolica Assicurazioni, con l’apporto del Consorzio Nazionale Apicoltori (Conapi)  e l’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani (Unaapi).

Nel dettaglio, la Polizza indennizza l’assicurato per i danni economici diretti o indiretti determinati dalle ordinanze dell’Autorità Sanitaria emesse a carico dell’allevamento o apiario in seguito a focolai da malattia infettiva o epizoozia assicurata. Poi, copre i danni economici diretti derivanti dal calo di produzione del miele, nel corso dell’intera annata, causato da calamità climatiche dovute a uno o più fenomeni che si verificano nel periodo di copertura. Sono: precipitazioni piovose, con superamento della soglia del 40%; temperature critiche, con abbassamento delle stesse al di sotto dei 15 gradi e innalzamento al di sopra dei 36 gradi; gelo, con abbassamento termico inferiore a 0 gradi dovuto a presenza di masse di aria fredda; brina; siccità; vento forte e caldo. Gli effetti negativi delle avversità atmosferiche devono essere riscontrabili su diversi apiari limitrofi.

Il direttore di Cia Cuneo, Igor Varrone

Afferma: “Nella nostra provincia sono molti gli apicoltori che potranno beneficiare della Polizza. Il quadro assicurativo introdotto è di grande importanza per il settore in quanto ne riconosce la specificità e l’esigenza di tutelarlo. Un comparto che valorizza l’economia di territori spesso marginali, ma di grande rilevanza per il tessuto rurale e non solo. Inoltre, non è secondario il ruolo svolto dalle api e dai presidi apistici per concorrere a una gestione più equilibrata e in armonia con le linee della Politica Agricola Comune”.

 

 

 

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