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Cronaca di un ballottaggio annunciato

Quella che per il centrodestra doveva essere un’agile cavalcata nelle verdi praterie braidesi rischia di trasformarsi in una corsa verso il pantano. I risultati che premiano Gianni Fogliato e il centrosinistra sono clamorosi se inseriti nel contesto: un vento di destra cavalcato alle europee dalla Lega di Salvini; la facile vittoria, praticamente senza battaglie, di Cirio su Chiamparino in Regione Piemonte; il potere di attrazione da parte del carro del vincitore.

Nulla di tutto ciò ha pesato minimamente, mentre sono emerse tutte le superficialità del centrodestra locale, a cominciare dall’imposizione dall’alto di una “signora nessuno” (ovviamente in senso politico) che non aveva mai trascorso neppure un giorno nell’amministrazione braidese, circondata da liste grigie, spesso prive di candidati di traino. Dall’altro versante un gruppo di amministratori che anche una fetta consistente degli elettori del centrodestra ha considerato una sorta di “usato sicuro”, da preferirsi a un presunto nuovo ancor da collaudare.

Lo spostamento di voti rispetto a regionali ed europee ha profondamente colpito persino il partito che sull’identità ha costruito l’intera campagna elettorale: oltre la metà degli elettori della Lega ha voltato le spalle al simbolo di Alberto da Giussano per trovare conforto nelle liste civiche di Sergio Panero (un risultato decisamente positivo il suo), ma anche nel centrosinistra. Ormai totalmente irrilevanti Forza Italia e il Movimento Cinque Stelle.

Ora, a meno di un ulteriore caso di rapida volatilità degli elettori, per Fogliato la strada del ballottaggio appare in discesa. Un limite? Nell’epoca dello sbandierato rinnovamento, i campioni locali delle preferenze non mollano e lo rimandano a data da destinarsi.

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