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Allarme, sono ancora troppi i medici e gli insegnanti non vaccinati

In Piemonte mancano all’appello 20.000 docenti, 600 medici ricorrono al Tar

Anche il tetto dei 4 milioni di inoculazioni è stato raggiunto. Il 9 luglio, il Piemonte ha superato la soglia dei 4 milioni di vaccini anti-Covid, pari al 90,8% delle 4.446.580 dosi complessive ricevute finora. Quasi un milione e mezzo le seconde dosi inoculate.

Questi numeri – indubbiamente lusinghieri per la nostra Regione – cozzano tuttavia la percentuale, ancora piuttosto alta, di soggetti che non hanno ricevuto il vaccino in due categorie particolarmente importanti: gli operatori sanitari e i docenti. I primi perché a stretto contatto con categorie “fragili” come anziani e ammalati.

I secondi per poter garantire, a settembre, una ripresa dell’anno scolastico finalmente in presenza. La situazione è comunque diversa per le due categorie, in quanto mentre per i medici e il personale sanitario è già in vigore l’obbligo alla vacinazione, per i docenti è invece ancora su base volontaria. Al momento, è in corso una accesa discussione sull’opportunità di estendere l’obbligatorietà anche al personale scolastico.

Per accelerare il piano di sicurezza delle scuole in vista della ripresa di settembre, i 20.000 docenti che ancora mancano all’appello avranno la possibilità di accedere direttamente ai centri vaccinali senza necessità di pre-adesione. L’auspicio è che questo possa convincere una larga fetta di “indecisi”, per poi valutare le azioni da adottare nei confronti della quota rimanente degli irriducibili no-vax.

Ricorso al Tar per 600 medici

Sono oltre 600 i “camici bianchi” della nostra regione, tra medici, infermieri e oss, che si sono rivolti al Tar citando tutte le Asl del Piemonte contro l’obbligo di vaccinarsi. Chiedono ai giudici di sospendere i provvedimenti con cui le Asl, in base al decreto legge del 1 aprile 2021, numero 44, hanno intimato ai dipendenti di farsi vaccinare, sostenendo che la normativa dello Stato che impone tale obbligo sia in contrasto con la Costituzione e con le leggi europee.

Il ricorso è puntualmente arrivato dopo che le Asl hanno inviato, agli operatori sanitari che ancora non si sono vaccinati, le lettere in cui impongono l’obbligo a meno che i dipendenti non dimostrino valide ragioni per rifiutarlo. Se non vengono date giustificazioni serie, l’alternativa è il demansionamento, togliendo il dipendente dall’essere in contatto con i pazienti, oppure la sospensione senza stipendio fino al 31 dicembre 2021. Le Asl sostengono con forza che “tutti gli studi epidemiologici dimostrano che i vantaggi dei vaccini sono infinitamente superiori ai rischi, questo non solo nell’interesse dell’individuo che si vaccina, ma anche nell’interesse dell’intera collettività. Dunque qui è l’interesse pubblico che prevale”.

L’udienza del Tar sarà fissata nei prossimi giorni e dovrebbe essere programmata all’inizio di agosto.

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