A Veglia imperitura memoria per don Mazza: al sacerdote intitolata la piazza della frazione

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Il primo e l’ultimo dei suoi battezzati. Hanno scoperto in frazione Veglia di Cherasco la targa intitolativa della piazza a don Luigi Mazza

Come anticipato dal “Corriere”, la frazione Veglia di Cherasco ha dedicato la sua piazza a don Luigi Mazza.Sacerdote originario di Cortemilia, classe 1925 è stato parroco in questo borgo di campagna per quasi 17 anni, da dopo la metà degli anni Settanta fino al 1992 quando fu chiamato in cattedrale ad Alba. Mancò nel 1994.

In occasione del 25° anniversario dalla scomparsa di questo sacerdote artista, musicista, registra e scrittore si è tenuta la cerimonia di intitolazione in suo onore dello spazio antistante la chiesa vegliese. Un luogo di incontro, di gioco, posto in cui don Mazza accoglieva gli sposi nel giorno del matrimonio, i funerali, i fedeli per la messa, i neonati per essere battezzati. A rimuovere il drappo che copriva la targa della piazza sono stati due parrocchiani, Sonia Testa, la prima battezzata da don Mazza, e Andrea Olivero, l’ultimo che ha ricevuto questo sacramento dall’indimenticabile sacerdote.

A tracciarne una breve quanto sentita biografia, densa di aneddoti, è stato don Claudio Carena, vicario generale della diocesi di Alba, anche lui vegliese che ben ha conosciuto don Mazza. «Era felice –ha ricordato – quando poteva incontrare le persone. Sapeva raccontare, incantava con le sue narrazioni, rapiva il cuore di chi lo ascoltava». Alla cerimonia c’era tutta la comunità del paesino: giovanissimi che non lo hanno conosciuto ma ne hanno sentito parlare, adulti che lo hanno visto quando erano bambini o ragazzi, anziani. C’era anche tutta la Giunta comunale guidata dal sindaco Claudio Bogetti. «Quando il consigliere di Veglia Sergio Barbero ci ha chiesto, a nome di tutti i compaesani, di intitolare a don Mazza questa piazza, siamo stati subito felici di dare il benestare. E oggi sono orgoglioso di essere qui a vedere il nome di questo prete tanto amato che ancora saprà guidare la comunità come ha fatto quando era parroco» – ha detto il primo cittadino.

«Don Mazza ha lasciato in tutta Veglia un bel ricordo, un piccolo vuoto colmato dai suoi insegnamenti –ha aggiunto Barbero –. Sicuramente la sua impronta ci ha segnato, guidandoci nel percorso di crescita».

A sottolineare la solennità del momento, prima dello scoprimento della targa alpini e bersaglieri hanno omaggiato i Caduti di Veglia  con una corona d’alloro al monumento che trova nello stesso luogo, quello che oggi si chiama piazza Don Luigi Mazza.