LANGA DEL BAROLOGrinzane CavourLANGHEAttualità

Quest’anno il premio Speciale Lattes Grinzane 2020 andrà alla Protezione Civile

GRINZANE CAVOUR  –  «Il Premio si è sempre caratterizzato per una volontà di stretto dialogo con la società civile e la promozione attraverso la cultura dei valori fondanti dell’essere uomini. Proprio per questo si rivolge in maniera privilegiata ai giovani, nell’ottica di una crescita che trova nella lettura e nel dibattito delle idee e nella ricerca della bellezza gli strumenti per comprendere e interagire con il mondo. In questo momento di universale sofferenza e difficoltà, la giuria, d’accordo con Caterina Bottari Lattes, ha deciso di interrompere per un anno l’assegnazione del Premio alla carriera a uno scrittore di valore e fama mondiali, per assegnarlo invece alla Protezione Civile. Non si tratta di una svalutazione della lettura e della cultura di fronte alle ragioni della vita biologica: crediamo anzi che il lungo periodo di reclusione sia stato un’occasione importante non soltanto per riprendere in mano i libri come oggetto di compagnia, ma per riflettere attraverso di essi sulla bellezza e sui limiti della condizione umana Si tratta invece di una compartecipazione più stretta, di una condivisione doverosa e per certi versi inevitabile con il nostro Paese, con le sofferenze e i bisogni degli uomini, di cui la letteratura e la cultura non possono non farsi carico. Intorno alla Protezione Civile si sono raccolti, in questi mesi, tutti gli sforzi dell’Italia per rispondere all’emergenza: intorno alla Protezione Civile intendiamo raccoglierci anche noi con il nostro Premio, per testimoniare che anche la letteratura può e deve contribuire a costruire un nuovo futuro.»

Caterina Bottari Lattes, presidente Fondazione Bottari Lattes

«Insieme con la Giuria Tecnica ho deciso di donare alla Protezione Civile la somma che ogni anno è destinata alla vincitrice o al vincitore del Premio Speciale Lattes Grinzane, per ringraziare dell’immenso lavoro che tutte le strutture dell’ente svolgono e stanno continuando a svolgere, nell’impegnativo compito di proteggere e aiutare i cittadini in questa drammatica emergenza sanitaria. La mia gratitudine e riconoscenza, e quelle di tutti i miei collaboratori, vanno a operatori, professionisti, volontari, medici e infermieri che si sacrificano per salvare le nostre vite. Il loro coraggio, la loro passone civile e il loro altruismo sono un esempio per tutti noi. E desidero ricordare con profonda commozione tutti coloro che hanno perso la vita per questo impegno straordinario.»

Il Dipartimento della protezione civile è una struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri che nasce nel 1982 per dotare il Paese di un organismo capace di mobilitare e coordinare tutte le risorse nazionali utili ad assicurare assistenza alla popolazione in caso di grave emergenza. È organizzata in Servizio Nazionale, un sistema che comprende tutte le forze messe in campo dallo Stato. L’art. 13 del Decreto Legislativo n.1 del 2 gennaio 2018 individua come strutture operative del Servizio Nazionale: il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, le Forze

Armate, le Forze di Polizia, le strutture del Servizio sanitario nazionale, il volontariato organizzato di protezione, l’Associazione della Croce rossa italiana e il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, gli enti e istituti di ricerca di rilievo nazionale con finalità di protezione civile, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e il Consiglio nazionale delle ricerche, le strutture preposte alla gestione dei servizi meteorologici a livello nazionale.

Il Dipartimento, operando raccordo con le Regioni e le Province autonome, si occupa di tutte le attività volte alla previsione e alla prevenzione dei rischi, al soccorso e all’assistenza delle popolazioni colpite da calamità, al contrasto e al superamento dell’emergenza. Il drammatico ritardo dei soccorsi e l’assenza di coordinamento che avevano caratterizzato la gestione del terremoto in Irpinia del 1980 avevano, infatti, evidenziato la necessità di istituire una struttura che si occupasse in maniera permanente di protezione civile. Con la legge n. 225 del 1992 il Dipartimento diventa il punto di raccordo del Servizio Nazionale della protezione civile, con compiti di indirizzo, promozione e coordinamento dell’intero sistema.

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Redazione Corriere

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