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Polemiche, abbandoni e retrocessioni. E’ bufera sul flop dello sport albese

«Ma è mai possibile che la ricca Alba non possa primeggiare in qualche sport importante?». Questa domanda risulta essere particolarmente ricorrente, considerato che un Comune dall’economia florida non è mai riuscito a raggiungere i vertici nazionali in nessuna delle principali discipline a squadre. A conclusione della stagione agonistica 2018/2019 il quadro è davvero desolante e foriero di grandi polemiche (acuite anche dalla campagna elettorale). Sul fronte calcistico dobbiamo registrare la mesta retrocessione dell’Albese nel terzo campionato dilettantistico (Promozione). La pallavolo maschile, dopo aver concluso la serie B al 4° posto ha deciso di rinunciare al prossimo campionato, ripartendo dalle serie inferiori. Solo il Basket con l’Olimpo, che ha raggiunto il miglior risultato di sempre (la qualificazione ai play off per la promozione in serie A2), ha regalato soddisfazioni sportive, pur costretta a vivere questa avventura nell’esilio di Corneliano, visto che in città non c’è un impianto adatto ad ospitare le partite interne. Alba è una città ostile (o poco passionale) al grande sport, ma in compenso primeggia nelle polemiche. La più rovente si è registrata al termine della gara di Play Out, che ha visto l’Albese perdere contro l’Olmo Cuneo e retrocedere in promozione. Il sindaco Marello, si è affidato ai social per esternare la sua delusione: «L’Albese è retrocessa in Promozione. Mi dispiace molto. Non lo merita la squadra, non lo meritano i tifosi, non lo merita la città. La responsabilità di questo disastro è di una sola persona: il presidente Gennaro Castronuovo. Ha fatto di testa sua. Nessun dialogo con l’Amministrazione e con le imprese. Spero abbia almeno la responsabilità di dimettersi, restituendo alla città una squadra che non è sua ma di tutti noi. Forza Albese». Dichiarazioni che hanno sollevato un vespaio enorme. La prima replica è arrivata dall’imputato Castronuovo che ha re­spinto le accuse: «Sono sorpreso e incredulo per quanto scritto dal sindaco. Di fronte all’attacco gratuito e offensivo alla mia persona, ritengo doveroso ricordare che quando, nel 2016, ho assunto la presidenza la società attraversava un momento molto complicato in cui sembrava addirittura che questa potesse sparire per problemi economici. I giocatori erano pronti a non scendere più in campo e, di tasca mia, ho anticipato gli stipendi arretrati e pagato tutti gli altri debiti. Successivamente ho fatto fronte agli impegni con le mie risorse e l’a­iu­to delle azien­de che hanno ritenuto di aiutare l’Albese. Credo che il sindaco abbia dimenticato le mie richieste di colloquio che sono sempre state i­gnorate. Ho trovato la porta sempre sbattuta in faccia. Respingo al mittente la richiesta del sindaco di dimissioni, ricordandogli che l’Albese non è “cosa sua”, trattandosi di un’associazione sportiva, composta da privati cittadini». Sull’onda della polemica è salita anche la dirigenza dell’Olimpo Basket che ancora una volta ha ribadito il concetto di disinteresse da parte dell’Amministrazione albese attraverso un post di Edoardo Bergui, team manager della squadra: «Mi spiace pensare che il nostro primo cittadino si permetta di fare dei commenti totalmente fuori luogo, di giudicare l’operato di persone che fanno dei sacrifici enormi per tenere in piedi una società sportiva. Per parlare di sport bisogna essere preparati, bisogna conoscere le realtà, vivere la quotidianità di tutte quelle persone che ci mettono la faccia per poter portare avanti il proprio sogno. Bisogna confrontarsi, dialogare ed aiutare le realtà che hanno stampato il nome di Alba sulle proprie divise. Tutto questo non è stato mai fatto in 10 anni per nessuna realtà sportiva e mi chiedo come si possa oggi ancora criticare l’operato altrui». Lontani dalle polemiche, ma certamente non felici, sono i dirigenti della Pallavolo Alba, che dopo anni di successi, rinunceranno alla Serie B. Sul sito della società si legge: «Ringraziamo tutti quelli che sono stati protagonisti in questi anni di B, grazie per le belle emozioni che ci avete dato e per aver difeso i nostri colori in un campionato nazionale, la Pallavolo Alba ora decide di ripartire da un nuovo progetto che non ci vedrà in Serie B il prossimo anno, ma con i nostri giovani speriamo di ritornarci molto presto, e chissà, ritrovarci da avversari». Come è già accaduto in passato, la società riparte dai giovani e dal vivaio. Ci sarà un nuovo staff tecnico (visto che il coach Emanuele Negro, il vice Roberto Adriano e il ds Carmelo “Melo” Costa se ne sono andati, ritenendo chiusa la collaborazione triennale, condita di soddisfazioni e di qualche attrito. Insomma punto e a capo. Lo sport dei grandi costa, sia economicamente che a livello di impegno personale. La ricca Alba non ha sponsor disponibili a supportare le società, che dopo un po’ di tempo sono costrette a ridimensionare i progetti. È accaduto per il calcio, la Pallavolo e a questo punto non resta che incrociare le dita per il basket. La società è ben attrezzata, ma latitano gli attestati di stima da parte della città di cui porta i colori e, soprattutto, servirebbe un nuovo impianto. Qualcuno raccoglierà l’appello o finirà prima la pazienza?

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