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Il progetto della nuova scuola «spacca» il Consiglio comunale

Come anticipato dal “Corriere”, ha diviso il Consiglio comunale la variante parziale al Piano regolatore per il cambio di destinazione d’uso dell’ex scalo merci poco lontano dalla stazione ferroviaria di Bra. La Giunta Sibille ha deciso di acquisire l’area dalle Fs per costruirvi sopra una nuova scuola Media sostituiva dell’attuale “Piumati” in via Barbacana. La sede di quest’ultima dovrebbe essere venduta.

MAGGIORANZA

Spazi didattici adeguati e all’avanguardia in una zona comoda al centro urbano, vicina ad altri servizi (biblioteca, mensa, impianti sportivi) e ai trasporti. Così la maggioranza ha difeso la sua iniziativa per cui il sindaco Bruna Sibille ha aggiunto: «Con orgoglio presento uno dei primi passi verso la realizzazione di un obiettivo che quest’Amministrazione si era posta a inizio mandato.Un obiettivo che non riguarda solo un istituto scolastico, comprende anche una serie di interventi mirati alla riqualificazione dell’area e al ridisegno di una importante porzione di tessuto urbano, con nuove previsioni viabilistiche e una riorganizzazione dei parcheggi pubblici».

Tra le soluzioni di miglioramento al traffico proposte dallo studio preliminare redatto dalla società Mobiliter, già incaricata della redazione del Pums, una viabilità esterna all’asse di via Trento e Trieste; la tracciatura  di una corsia riservata al trasporto pubblico locale; la garanzia di una migliore immissione dall’area di piazza Giolitti attraverso la realizzazione di una rotatoria; un tratto di una pista ciclabile e l’introduzione del divieto di svolta a sinistra per eliminare gli attraversamenti di corsia.A questi si aggiungeranno «eventuali correttivi in itinere» – come ha annunciato il consigliere Guido Gaia (Pd), che ha rimarcato l’importanza di indurre i cittadini a comportamenti ambientali consapevoli e sostenibili.

OPPOSIZIONE

Riconoscendo comunque la positività dello spostamento di un istituto scolastico dal centro storico e in una situazione con alti costi di manutenzione, la minoranza ha espresso netta contrarietà alla dislocazione della nuova scuola. Essa verrebbe infatti a situarsi proprio su «un nodo viario già particolarmente congestionato» – hanno osservato un po’ tutti gli intervenuti dei gruppi d’opposizione.

«Scarsa programmazione, mancanza di condivisione con la città e di considerazione dei numeri che interessano questo comparto di traffico» –ha stigmatizzato Davide Tripodi (Bra Domani), che unitamente ad altri colleghi dello stesso schieramento ha sollecitato alla Giunta un ripensamento.

Sono «inadeguate le ipotizzate misure relative alla viabilità, ne deriverà un aumento dei carichi di traffico e dell’inquinamento atmosferico» per Marco Ellena.L’esponente di Forza Italia ha proposto di legare al progetto di via Trento e Trieste «anche la messa in sicurezza dell’attraversamento pedonale tra la stazione e i giardini di piazza Roma, dove serve un già auspicato interramento».

«Oltre a essere ad alto traffico, la zona tra via Trento e via Gorizia presenta un forte inquinamento acustico, la vicinanza a una fabbrica chimica ed è inadeguata alla costruzione di una scuola» – ha ribadito Claudio Allasia  del Movimento 5 Stelle, rammaricandosi siccome si sarebbe aspettato «un ragionamento anche sull’interramento dei vicini binari, di cui non c’è traccia né in questa variante né nel bilancio previsionale» approvato nel corso della stessa seduta.

Per Abderrahmane Amajou (Cit­tà per vivere) «qualunque decisione che può cambiare il volto al cuore della città andrebbe presa con cautela».«Auspicavo uno studio con maggiore visione futura» –ha aggiunto evidenziando che «c’è un potenziale incredibile in altre aree di Bra» come quelle in zona Coop, secondo tutte le minoranze più adatte a ospitare le nuova scuola.

Infatti «solo delocalizzare dal centro permetterebbe di rendere sostenibile la mobilità» –ha proseguito Roberto Marengo (Somaglia per Bra), sottolineando oltre ai risvolti ambientali i costi del progetto (circa 7 milioni di euro) «che impegnerebbero a debito le future Amministrazioni per un arco di 30 anni».

Massimo Somaglia (Forza Italia) ha criticato il fatto che «a fronte di un iter partito nel 2015, la scelta di dove mettere la nuova scuola – di cui non trova traccia negli impegni elettorali – sia stata condivisa solo recentemente»; ancora una volta le forze politiche non di maggioranza sono state tenute all’oscuro.

Sergio Panero (Bra Domani): «Siamo favorevoli a impegni economici anche importanti per realizzare una nuova scuola, a patto però che si tratti della giusta destinazione, e questa in via Trento e Trieste non lo è».Inoltre: «I7 milioni previsti non saranno sufficienti a coprire tutte le opere complementari necessarie a garantire la sostenibilità del progetto».

CONCLUSIONI

Apprezzato in parte anche dalle minoranze è stato l’intervento di uno degli esponenti della maggioranza, il consigliere e docente alle scuole Elementari Nino Cornaglia (Con Sibille per Bra).Egli, elogiando il costruttivo confronto di tutti i consiglieri nell’ambito del dibattito, ha detto: «Anche a me piacerebbe un altro sito, magari alla Zizzola e collegato da una funivia, ma dobbiamo restare con i piedi per terra.Apprezzo il coraggio di un’Amministrazione che si impegna a investire sulla scuola e sulla mobilità sostenibile» che l’utenza dovrà adottare per raggiungerla.

Ancora Pietro Ferrero (Con Sibille per Bra), ricordando come «tutte le varie possibilità sono state prese in considerazione» prima di puntare sull’ex scalo merci, ha avvertito, che rinunciare a questa scelta «sarebbe un’occasione persa».

Alla fine la variante è stata votata solo dal centrosinistra.Sette i contrari: Panero, Tripodi, Ellena, Somaglia, Marengo, Amajou e Allasia.

«Una variante dai tempi scorretti»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Premetto che sono contrario al progetto della nuova scuola Media all’incrocio tra via Trento e Trieste e via Gorizia e aggiungo che come me non lo sono tanti semplici cittadini. Ma non è questo il punto: trovo non corretto che un’Amministrazione che governa da ormai quasi 10 anni e mai nel corso di due campagne elettorali aveva dichiarato di voler dar corso a quest’opera in un tale punto della città, approvi l’intervento a poche settimane dalla scadenza del suo mandato. Così, se anche i braidesi alle prossime elezioni dovessero “cambiare cavallo”, si troverebbero in eredità una modifica al Piano regolatore, un progetto con i relativi costi sostenuti per redigerlo e magari anche impegni già sottoscritti per l’acquisto del terreno. Sarà, quindi, assai difficile per il nuovo sindaco non dare corso alla costruzione: dovrebbe sprecare i soldi già spesi e magari imbarcarsi in un contenzioso con le Ferrovie. Non mi sembra questo un modo democratico di governare.

Lettera firmata, Bra

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