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Il Piemonte torna in zona gialla con effetti sulla filiera agroalimentare

Agriturismo resta luogo ideale per difendersi dai contagi fuori dalle mura domestiche

Il Piemonte torna in zona gialla e, in generale, per l’avanzare dei contagi quasi due italiani su tre (63%), per un totale di 37 milioni di persone, si trovano nuovamente in zona gialla. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat in riferimento agli effetti del cambio di colore per diverse regioni italiane. Sono gli effetti del brusco balzo dei contagi determinato dall’avanzare della variante Omicron che sta mettendo sotto pressione le strutture sanitarie ed alimentando preoccupazioni tra i cittadini.

Stanno profondamente cambiando i comportamenti di consumo degli italiani: ben l’83% ha scelto di trascorrere il capodanno in casa e si sono moltiplicate le disdette per le vacanze e i cenoni in ristoranti e agriturismi, secondo Coldiretti che evidenzia peraltro il forte ricorso alle consegne alimentari a domicilio che fanno segnare nel 2021 il record di fatturato a 1,5 miliardi.

“Le difficoltà si fanno sentire – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini soprattutto nelle località turistiche per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla carne, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. L’agriturismo, spesso situato in zone isolate della montagna o della campagna e in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, resta il luogo dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Certo, il risultato è che sono mancati acquisti in cibi e bevande da parte della ristorazione per un valore, a livello nazionale, di circa 5 miliardi rispetto a prima della pandemia”.

 

 

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