Il Liceo di Bra alla scoperta della chiesa di S. Andrea

Ci era mancata. Scorgerla nascosta dietro tutti quei ponteggi faceva ben sperare di rivederla presto e più bella, ma faceva avvertire anche un vago senso di malinconia. In piazza Caduti per la libertà sembrava mancasse qualcosa, senza quell’imponente facciata barocca verso cui alzare il naso e lo sguardo. Il progetto dell’arch. Enrico Serra e del geom. Guglielmo Bruno, approvato dalla Soprintendenza delle Belle Arti guidata dall’arch. Silvia Valmaggi, è stato realizzato dall’impresa “Fabricarestauri” di Giorgio Perino, sotto lo sguardo attento di Giovanni Peirone, capocantiere. Lo svolgimento del difficile lavoro di restauro e le conseguenti scoperte sono stati raccontati ai ragazzi delle classi quarte, durante una conferenza al liceo “Giolitti-Gandino” di Bra.

E’ possibile che quel “qualcosa” che mancava alla piazza con le impalcature, di cui si parlava prima, non fosse solo l’edificio di pietra di S. Andrea, ma la sua anima, l’importante valore simbolico che questo porta con sé per la storia della città. Il parroco don Giorgio Garrone lo spiega bene quando ricorda le vicende che condussero alla nascita della chiesa, quando a Bra era in corso un vero e proprio conflitto civile, con dissidi così profondi da condurre anche a omicidi, tra le fazioni dei Battuti Bianchi e Neri. Per simboleggiare la fine del conflitto venne costruito questo edificio, a metà della città: tra la parte alta dei Battuti Bianchi e quella bassa dei Neri, affinché i fedeli potessero fare esperienza concreta della pace ritrovata e del Corpus Domini, il corpo di Cristo a cui la chiesa è dedicata.

Il disegno della chiesa, costruita tra il 1672 e il 1687, è un rimaneggiamento di quello eseguito da Gian Lorenzo Bernini, la cui realizzazione venne seguita da Guarino Guarini che tracciò il cantiere e che, abbiamo prove, venne in visita a Bra proprio nell’anno dell’inizio dei lavori. Lo stile dell’edificio: la tripartizione degli ordini, le volute, le balaustre… richiamano in maniera evidente un’influenza romana. Il coronamento della facciata venne completato, però, solo verso la fine del XIX secolo per opera dell’ingegnere torinese Alessandro Martinengo. Sono stati ritrovati diversi suoi disegni che rappresentano le “prove”, in assenza di programmi di rendering, del progetto di ultimazione del timpano e di altri particolari della chiesa. Egli ripercorre le forme barocche così come le avrebbe disegnate il progettista originale ma utilizza materiali nuovi, come i blocchi prefabbricati cementizi.

Il lavoro di restauro è stato attento ad “ascoltare” questa storia e sono state mostrate ai ragazzi foto di dettagli che, se non a decine di metri di altezza, sarebbe stato impossibile scorgere. Sono stati ripristinati i dettagli dorati della facciata e messe in sicurezza le statue e le balaustre. Le figure di san Francesco di Sales e san Sebastiano, ai lati della struttura, sono state dapprima pulite da vari strati di muffe e licheni e poi consolidate nelle varie parti distaccate. Anche alla statua di Sant’Andrea, alta oltre quattro metri e svettante sulla punta del timpano, sono stati rimossi i ferri utilizzati come vecchio sistema di antipiccioni e i segni di erosione e di rigonfiamento dovuti alle infiltrazioni.

I lavori sono terminati a dicembre, rispettando le tempistiche che prevedevano che il restauro venisse ultimato prima dell’inverno. Grazie all’ottima collaborazione tra tecnici e Soprintendenza, piazza Caduti torna ad avere più che una facciata, un volto, d’un antico color malta, più curato e luminoso.

Dopo questo incontro, così ricco di notizie e di spunti, gli studenti del “Giolitti-Gandino” certamente apprezzeranno di più la piazza del Municipio e alzeranno lo sguardo per godere della vista di un monumento che rappresenta tanta storia braidese.

Un gruppo di ragazzi

delle classi quarte

del Liceo “Giolitti – Gandino”

X