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Chi ha paura del general Govone? Si cerca un posto per la statua equestre “sfrattata” da piazza Ferrero

La vicenda ha diviso la politica ma anche tanti appassionati di storia

ALBA – Generale pluridecorato che ha fatto la storia d’Italia? O guerrafondaio che si sarebbe coperto anche di azioni ignobili durante il suo incarico per liberare il Mezzogiorno d’Italia dal brigantaggio? E’ in questo scomodo ruolo, in bilico tra l’esaltazione e la condanna storica, e che si trova – suo malgrado – il generale Giuseppe Govone, importante figura nelle lotte italiane per l’Indipendenza, nato ad Isola d’Asti il 19 novembre 1825 e morto ad Alba, probabilmente suicida, il 26 gennaio 1872. La cause di questa ribalta, che ha diviso la politica albese ma anche molti appassionati di storia, sono curiosamente legate all’arrivo in città di Alba, la statua della gigantesca bambina realizzata dall’artista Valerio Berruti che ha trovato posto in piazza Ferrero. Conclusi i festeggiamenti per l’i­naugurazione della nuova opera restava il problema di trovare una nuova collocazione per la statua “sfrattata” dalla mastodontica bambina – il povero generale Govone appunto – che per tanti anni aveva osservati l’andirivieni di passanti e turisti dall’alto del suo cavallo.

L’Amministrazione comunale aveva indicato come soluzione più idonea il collocamento presso la cittadella degli studi, tra i corsi Europa e Banská Bystrica, negli spazi che ospitarono la caserma intitolata allo stesso Govone. Una scelta che il gruppo d’opposizione “Uniti per Alba” ha tuttavia bocciato senza appello. I motivi? Il generale non era certo un uomo di pace e la sua presenza, in qualche modo, stonerebbe in una zona della città che vede la presenza di un monumento alla Resistenza e di una lapide commemorativa ai Caduti albesi. Insomma, un quartiere dedicato alla pace, in cui la figura del militare sarebbe quantomeno fuori posto. Per il gruppo d’opposizione, meglio sarebbe coinvolgere i cittadini, chiamandoli a dire la loro sulla futura collocazione della statua. Quantomeno, la proposta servirà a far ripassare qualche nozione di storia agli albesi che vorranno dire la loro. Quanto l’argomento appassioni lo ha dimostrato il grande successo di pubblico registrato dal convegno dedicato proprio alla figura del controverso generale che è andato in scena lo scorso venerdì 18 novembre all’Università della Terza Età, tenuto dal giornalista Domenico Quirico. Insomma, quella che sta andando in scena è una sorta di processo al generale, dal cui esito dipenderà, probabilmente, la futura collocazione dalla sua statua.

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