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Canale, pronto un piano idrico in località Molino Galletto

Canale otterrà la medaglia d'oro al valore civile? Possibile: il Comune ha avviato l'iter per questo riconoscimento senza dubbio importante dal punto di vista storico, inoltrando l'apposita domanda al Ministero dell'Interno per il tramite della Prefettura. La ragione di questa operazione è profonda, più che legittima: in considerazione del grande contributo dato dalla popolazione canalese alla guerra di liberazione, a fianco delle forze partigiane impegnate nel conflitto e in particolare alla 23ª Brigata Canale. L'iniziativa, approvata dalla Giunta, è stata suffragata in particolare dalle ricerche e dalle volontà del vice sindaco Gianni Gallino: appassionato di storia locale, e ben consapevole del ruolo giocato dalla capitale del pesco nel periodo della Resistenza. Sua, infatti, la relazione estesa e indirizzata al Viminale: e che, per contenuti e qualità, meriterebbe di essere riportata integralmente. Non potendolo fare su queste pagine per comprensibili ragioni di spazio, troveremo il modo per pubblicarla sulla versione telematica della nostra testata: e invitiamo l'amministrazione civica a fare altrettanto sul portale istituzionale. Per intanto, le radici memoriali di questa candidatura sono chiare: «La proposta - dice Gallino - è legittimata dalle numerose e complesse vicende vissute tra l’8 settembre 1943 e il 26 aprile 1945 sul territorio canalese, il coraggioso e determinato comportamento dei cittadini e il prezioso sostegno fornito ai suoi partigiani, a volte a prezzo della vita, per contrastare l’ offensiva e la barbarie nazifascista». L'augurio è che tutto ciò possa trovare riconoscimento a partire da un'apposita legge risalente al 1956, e che prevede la concessione di riconoscenze al merito civile: così come toccato di recente al Comune di Ceresole d'Alba, che fu teatro del martirio dell'estate '44 a danno di combattenti e civili. Il vice sindaco aggiunge: «I canalesi non furono indifferenti agli accadimenti di quel travagliato periodo storico. La città, già all’indomani dell’8 settembre1943, si trovò a dover affrontare diverse emergenze, garantendo un sostegno prezioso ai militari sbandati, nascondendoli e fornendo loro i primi mezzi di sostentamento. Ma in quel periodo, maturò anche la necessità della lotta armata al tedesco invasore, e si provvide quindi a nascondere armi a scegliere uomini e a preparare una rete di supporto alle prossime azioni militari, che avranno come fulcro i partigiani combattenti della 23ª Brigata Canale fondata da Tonio Ferrero». All'epoca, a Canale seppero contrastare senza paura - e con spirito di sacrificio - l’oppressione nazifascista per una nuova alba di libertà: non resta dunque che attendere il responso da Roma, per questa proposta avallata peraltro anche dall'Anpi albese.

Canale otterrà la medaglia d’oro al valore civile? Possibile: il Comune ha avviato l’iter per questo riconoscimento senza dubbio importante dal punto di vista storico, inoltrando l’apposita domanda al Ministero dell’Interno per il tramite della Prefettura. La ragione di questa operazione è profonda, più che legittima: in considerazione del grande contributo dato dalla popolazione canalese alla guerra di liberazione, a fianco delle forze partigiane impegnate nel conflitto e in particolare alla 23ª Brigata Canale. L’iniziativa, approvata dalla Giunta, è stata suffragata in particolare dalle ricerche e dalle volontà del vice sindaco Gianni Gallino: appassionato di storia locale, e ben consapevole del ruolo giocato dalla capitale del pesco nel periodo della Resistenza. Sua, infatti, la relazione estesa e indirizzata al Viminale: e che, per contenuti e qualità, meriterebbe di essere riportata integralmente. Non potendolo fare su queste pagine per comprensibili ragioni di spazio, troveremo il modo per pubblicarla sulla versione telematica della nostra testata: e invitiamo l’amministrazione civica a fare altrettanto sul portale istituzionale.

Per intanto, le radici memoriali di questa candidatura sono chiare: «La proposta – dice Gallino – è legittimata dalle numerose e complesse vicende vissute tra l’8 settembre 1943 e il 26 aprile 1945 sul territorio canalese, il coraggioso e determinato comportamento dei cittadini e il prezioso sostegno fornito ai suoi partigiani, a volte a prezzo della vita, per contrastare l’ offensiva e la barbarie nazifascista». L’augurio è che tutto ciò possa trovare riconoscimento a partire da un’apposita legge risalente al 1956, e che prevede la concessione di riconoscenze al merito civile: così come toccato di recente al Comune di Ceresole d’Alba, che fu teatro del martirio dell’estate ’44 a danno di combattenti e civili. Il vice sindaco aggiunge: «I canalesi non furono indifferenti agli accadimenti di quel travagliato periodo storico. La città, già all’indomani dell’8 settembre1943, si trovò a dover affrontare diverse emergenze, garantendo un sostegno prezioso ai militari sbandati, nascondendoli e fornendo loro i primi mezzi di sostentamento. Ma in quel periodo, maturò anche la necessità della lotta armata al tedesco invasore, e si provvide quindi a nascondere armi a scegliere uomini e a preparare una rete di supporto alle prossime azioni militari, che avranno come fulcro i partigiani combattenti della 23ª Brigata Canale fondata da Tonio Ferrero». All’epoca, a Canale seppero contrastare senza paura – e con spirito di sacrificio – l’oppressione nazifascista per una nuova alba di libertà: non resta dunque che attendere il responso da Roma, per questa proposta avallata peraltro anche dall’Anpi albese.

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