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AT-CN Un viadotto al posto della galleria: slogan vuoti solo per attirare l’attenzione

Dopo l’incontro di Martedì 9 Novembre, organizzato, su nostra sollecita richiesta, dal Comitato di Supporto, i media hanno riportato dichiarazioni entusiastiche degli amministratori e politici presenti a favore dei viadotti.

Di fatto però non è successo nulla di nuovo rispetto al noto percorso intrapreso dal Ministro Delrio nel 2016, che ha portato alla firma dell’accordo di Novembre 2020 tra il concedente ed il concessionario, accordo che regolamenta il completamento dei 9 km mancanti per rendere interamente operativa l’autostrada A33 con un tracciato esterno con viadotti.

Anche l’Osservatorio ha reputato l’accordo in questione un buon punto da cui ripartire per completare in fretta e bene l’autostrada, tenendo però anche in considerazione i tanti cambiamenti avvenuti negli ultimi due anni in termini di: possibilità di spesa, sensibilità ecologica, ruolo dei concessionari autostradali.

L’accordo prevede, nel Piano Economico Finanziario (PEF) approvato, il tracciato in esterno tra Roddi e Cherasco, al posto della galleria.

La vera novità, è che è stato depositato in Ottobre, presso il Ministero della Transizione Ecologica, il progetto esecutivo (quello approvato dal PEF era un progetto preliminare): ricordiamo che entro il 20 Dicembre 2021 chiunque abbia interesse può prendere visione del progetto e del relativo studio ambientale, presentare in forma scritta proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi, e indirizzarli al Ministero della transizione ecologica, Direzione Generale per la Crescita Sostenibile e la qualità dello Sviluppo, via C.Colombo 44, 00147 Roma; l’invio delle osservazioni può essere effettuato anche mediante posta elettronica certificata al seguente indirizzo: cress@pec.minambiente.it”.

Naturalmente l’Osservatorio e le associazioni aderenti presenteranno le loro osservazioni e chiederanno, tra le altre cose, anche la comparazione delle due proposte (esterna ed in tunnel) in termini di costi/benefici.

Quindi le affermazioni, addirittura entusiastiche, di alcune autorità pubbliche risultano eccessive, intempestive e poco coerenti con la tutela del paesaggio di Langhe e Roero perché dimenticano che il riconoscimento Unesco è legato al valore universale riconosciuto al patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale di Langa e Roero che l’Osservatorio e altre molteplici associazioni culturali ritengono possa essere gravemente intaccato dal progetto del viadotto in esterno presentato al Ministero della Transizione Ecologica.

La continua ed efficace battaglia, condotta in questi anni dall’Osservatorio, ha permesso di ottenere finora importanti risultati:

  1. Cancellare definitivamente la discarica di Roddi inizialmente mantenuta anche in assenza del tunnel: purtroppo persiste ancora il problema del consumo spropositato di suolo agricolo, nonostante la cancellazione del casello su cui è nostra intenzione riprendere il discorso;
  2. Eliminare la “gabella dei malati” rendendo gratuita l’autostrada ai cittadini di Langhe e Roero che si recano all’ospedale. La nostra richiesta è che tutta la tratta da Castagnito a Cherasco sia gratuita, non per privilegio, ma perché solo così si potrà alleggerire il traffico locale sulla provinciale e sulla statale parallele riducendo l’inquinamento della zona. Eliminando l’esistente casello di Cherasco e spostandolo sul tracciato dell’autostrada a monte dell’intersezione con l’esistente bretella di Cherasco è possibile deviare sulla A33 la quasi totalità del traffico proveniente dalla fondovalle Tanaro SP12 e dalle strade provinciali SP58, da Novello/La Morra, e SP661, da Montezemolo, che oggi si riversa in larghissima parte sulla SP7. Sarebbe paradossale poi, dopo l’esproprio, dover pagare l’uso della tangenziale di Alba, oggi gratuita;
  3. Contenere il numero, la lunghezza e l’altezza dei viadotti del tracciato esterno: il progetto esecutivo presentato è migliorato rispetto a quello preliminare, ma continua ad essere un progetto per noi inaccettabile, distruttivo di un ambiente Unesco che va tutelato.

A proposito di Unesco, il Direttore Cerrato, nell’incontro precedentemente menzionato, ci ha informati che è in corso da parte del concessionario la preparazione della valutazione di impatto sul patrimonio (Heritage Impact Assessment – HIA), da parte della Fondazione Links ed ha inoltre anticipato che: “emergono rassicuranti risultati che garantiscono la garanzia del mantenimento dei sito Unesco… in questa sede posso affermare che siamo tranquilli”. Non è  affatto chiaro come potrebbero i cittadini stare tranquilli di fronte ad un progetto che, se realizzato, impatta oggettivamente e imperdonabilmente con un ambiente che al contrario andrebbe tutelato.

Purtroppo le questioni ambientali non si affrontano quasi mai concretamente: il tracciato in esterno impatterebbe in modo rilevante sul cambiamento climatico e questa sarebbe la prima e unica grande opera per la provincia di Cuneo  in cui l’ambiente resterebbe il vero sconfitto.

Confidiamo nel lavoro di validazione che saprà fare il Ministero dei Beni Culturali quando riceverà il documento.

Vogliamo ricordare che la “soluzione tunnel” é stata approvata da tutte le funzioni preposte sin dall’anno 2011 ed é l’unica ad aver ottenuto la Valutazione Impatto Ambientale (VIA), mentre quella esterna inizia solo ora il percorso tortuoso delle autorizzazioni.

Avanzando la richiesta di revisione del PEF agli uffici competenti, sarà possibile far sì che lo stesso recepisca il differenziale di costo del tunnel.

Questa operazione sarà comunque necessaria per approvare qualunque altro extra costo: da problematiche legate al covid, ad imprevisti che emergeranno nella realizzazione dell’eventuale tracciato esterno, alla approvazione di qualunque opera complementare o di qualunque livello di gratuità ecc.

Il vero elemento necessario alla completezza del quadro è definire in modo trasparente l’entità dell’extra costo tra l’esterno ed il tunnel; è indubbio infatti che la misura dell’extra costo dichiarato deve essere parametrato all’impatto sulla base del criterio della ragionevolezza.

Abbiamo proposto al Presidente Cirio e all’Amministratore Delegato dell’Asti-Cuneo, Macrì,  di poter approfondire il tema e ci hanno assicurato la loro disponibilità: in quella sede faremo emergere la praticabilità della nostra proposta calcolando il corretto extra costo tra le due opzioni, mettendo così fine al balletto dei numeri.

 

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