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Asti-Cuneo: anche il Ministero della Cultura «contro» i viadotti

Il Ministero della Cultura apre alle proteste e alle proposte di Italia Nostra riguardo al completamento dell’autostrada Asti-Cuneo. Alla sezione braidese dell’associazione di tutela è arrivata in copia dal livello nazionale la risposta del direttore generale, Federica Galloni, all’appello rivolto il 7 aprile anche a Infrastrutture e Trasporti e Transizione Ecologica. Italia Nostra invocava un ritorno al progetto del 2015 riguardo al lotto 2.6A, quello che prevedeva nella zona di Verduno mimetiche gallerie invece degli impattanti viadotti ultimamente proposti dalla concessionaria e già approvati dalla Regione Piemonte. 

Scrivono dal Dicastero retto da Dario Franceschini: «Si rappresenta a codesta Associazione (Italia Nostra, ndr) che la Scrivente già il 15 giugno 2021, e pertanto preliminarmente all’attivazione del procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) ora in corso, aveva evidenziato al Ministero della Transizione Ecologica che la variante di cui allo Stralcio A presenta elementi di forte criticità rispetto alla obbligatoria tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, come anche dei siti riconosciuti nella Lista del patrimonio mondiale Unesco dei “Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” e delle “Residenze Sabaude” (ex Tenuta Reale di Pollenzo)».

Conclude la risposta co-firmata dal responsabile del procedimento arch. Romina Muccio e dal dirigente del Servizio V arch. Rocco Rosario Tramutola: «Per quanto sopra e per quanto di competenza della Scrivente, nell’ambito del succitato procedimento di Via, si assicura, come consuetudine, la massima attenzione nel prosieguo dell’iter istruttorio e delle relative fasi di autorizzazione del progetto di cui trattasi».

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