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Approvato il «revisionato» palazzone: Sibille lo difende, per Italia Nostra è assurdo

Giovedì scorso la Giunta di Bra ha approvato (o «riapprovato» – come ha scritto il sindaco e assessore all’Urbanistica Bruna Sibille), il palazzone. Così è passato alle cronache il condominio di 5,6 piani fuori terra che sorgerà tra le vie F.lli Carando e Vittorio Emanuele II dopo la demolizione dei bassi fabbricati attualmente esistenti. Un intervento che quando fu annunciato due anni fa su queste pagine nella sua prima versione, aveva suscitato stupore e proteste di forze politiche, ambientalisti e comitato di quar­tiere. I committenti avevano poi chiesto di sospendere l’iter della pratica in Municipio «per apportare modifiche all’aspetto» dell’edificio.

Sibille nell’annunciare la delibera ha rivelato che sarebbe stata una «esplicita richiesta» del Comune a portare alla sospensione di cui sopra. Il sindaco ha poi difeso la nuova stesura progettuale: «Le modifiche nella parte su via Vittorio sono evidenti e positive per rendere la facciata più elegante e consona alla zona in cui si inserirà il fabbricato; nella parte di via Ca­rando vi sarà un apporto di verde importante che sarà normato con precisione nella convenzione» da stipulare tra impresa immobiliare ed Ente pubblico. Ha concluso: «Adesso il procedimento proseguirà con la pubblicazione e le relative osservazioni aperte a tutti».

Ce ne saranno di sicuro da parte di Italia Nostra del Braidese, il cui presidente Angelo Mallamaci ha commentato al “Corriere”: «Si tratta di modifiche ininfluenti, ritocchi estetici. Nulla sulla mole del palazzo che riteniamo assurda e abnorme, autorizzata con la monetizzazione di 700 metri di parcheggi e verde. Faremo una disamina puntuale delle stranezze che hanno caratterizzato quest’operazione urbanistica. Anche la Provincia l’aveva criticata proprio in riferimento ad altezza e cubatura che andranno a insistere su una viabilità già molto trafficata e inquinata a uno degli ingressi in Bra. Un’operazione figlia di un Piano regolatore che non tutela il centro storico. Un’occasione persa per l’Amministrazione che con una previsione edificatoria più in linea con le preesistenze, avrebbe creato le condizioni per acquisire a prezzo modico quell’area e destinarla a uno sviluppo non speculativo: l’ampliamento del confinante Liceo cronicamente alle prese con carenza di spazi per la didattica e privo di una propria palestra».

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