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Alba si prepara a vivere la sua domenica di Palio (Fotogallery)

ALBA – Nelle immagini del nostro inviato Vincenzo Nicolello il pubblico presente in Piazza del Duomo questa mattina, all’assegnazione degli asini ai 9 borghi cittadini.

Ecco gli abbinamenti sorteggiati:

Borgo Santa Rosalia (fantini Riccardo Roggero e Loris Rinero) con Piove sempre su Bagnato e Dosso su Strada Cauda;

Borgo Moretta
(fantini Daniele Marcianti e Luca Cagnassi) con Moretta su Doppietta e Cur su Lest;

Borgo Brichet (fantini Silvano Accomo e Luca Borio) con Ciccio su Bello e Fuma su Che Vinciuma;

Borgo San Martino (fantini Carlotta Veglio ed Edoardo Ravinale) con Peggy su Pongo e con Fate su Furb;

Borgo del Fumo (fantini Matteo Fenoglio e Andrea Arione) con Pippo su Pluto e Yoghi su Bubu;

Borgo Santa Barbara (fantini Francesco Grimaldi e Fabrizio Dotta) con Balin su Bocia e Barolo su Barbaresco;

Borgo delle Rane (fantini Marco Capra e Francesco Fauzia) con Capra su Asino e Da Fonz su Consolle;

Borgo dei Patin e Tesor (fantini Andrea Capra e Cazac Vasile Ciprian) con Senza su Sagrin e Bravo su Benny;

Borgo San Lorenzo (fantini Lukas Pfister e Gianluca Zanno) con Carola su SeaWatch e Pomello su Il Bello .

L’origine del Palio è un misto tra storia e leggenda basata su fatti storici realmente accaduti. Nel 1275 le città di Alba e Asti, da sempre acerrime nemiche, erano in guerra. Il 10 agosto dello stesso anno una parte delle truppe astigiane misero a ferro e fuoco il Monastero di San Frontiniano situato a sud della città rivale.

A manifestazione della loro momentanea supremazia, gli astesi corsero un palio lungo le mura di Alba. L’episodio, venne riportato anche dal cronista dell’epoca Guglielmo Ventura. Un documento, che costituisce la prima traccia storica del Palio di Asti. La leggenda narra che, per farsi beffe del nemico riuscito semplicemente a sconfiggere una piccola comunità di frati senza scalfire minimamente l’integrità della città, il nuovo Podestà di Alba ordinò di correre un palio cittadino con gli asini.

Ispirandosi alla storia dell’antica rivalità tra Alba e Asti e ai fatti accaduti nel 1275, il Palio degli Asini, fu indetto per la prima volta nel 1932. Quell’anno, infatti, gli astigiani negarono la possibilità di correre il palio cittadino ai fantini albesi, ignorando la promessa fatta in precedenza. Pinot Gallizio, artista ecclettico e personaggio di cultura e di spirito, pensò di sbeffeggiare lo sgarbo degli astigiani, organizzando un palio con gli asini. Il Palio, è stato riproposto ogni anno, con qualche interruzione periodica dovuta, alla Seconda Guerra Mondiale. Nell’Italia fascista, infatti, Benito Mussolini, fece bandire tutti i pali della Penisola ad eccezione di quello di Siena.

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