Dal Comune

Alba: il caporalato sempre più presente anche nel Nord Italia

ALBA – Bella e intensa mattinata quella di sabato 14 dicembre nella sala della Resistenza del Municipio di Alba. Alla presenza di un pubblico attento e composto in maggior parte di studentesse e studenti dell’Istituto Istruzione Secondaria Superiore “Piera Cillario Ferrero”, si è discusso del fenomeno dello sfruttamento del lavoro in agricoltura, il cosiddetto caporalato.

L’iniziativa era la seconda di quelle previste da “TuttiDiritti – Carcere, Dignità, Persone” che nel periodo autunno-inverno mette al centro il tema del rispetto dei diritti umani, dentro e fuori gli istituti penitenziari come ha segnalato il presidente dell’associazione di volontariato penitenziario Domenico Albesano.

Il caporalato è una forma illegale di reclutamento e organizzazione di lavoratori attraverso intermediari, i cosiddetti caporali che assumono per breve periodo – giornaliero o al più settimanale – operai senza rispettare le regole di assunzione e i diritti dei lavoratori. Il fenomeno coinvolge organizzazioni criminali e aziende senza scrupoli, talvolta con il compiacente silenzio delle istituzioni e che sembra attraversare l’Italia, come un fiume carsico. Per alcuni, pochi, episodi che emergono alla luce del sole – come i due eclatanti appena descritti – pare esserci un mondo sommerso, un ginepraio difficile da penetrare per il regime omertoso che si è generato negli anni.

Il sindaco Carlo Bo commenta: “Ringrazio il lavoro delle associazioni che con il loro impegno in “TuttiDiritti” promuovono iniziative importanti di approfondimento e di conoscenza sui temi legati alla detenzione, alla legalità e ai diritti umani. Il caporalato purtroppo oggi è un fenomeno non più lontano da noi, cui dobbiamo prestare attenzione. È una piaga che investe persone volenterose che vengono sfruttate, ma pur di non cedere all’illegalità accettano di essere sottopagate. Confermo pieno appoggio dell’amministrazione anche per il futuro alle manifestazioni su temi socialmente così rilevanti“.

Nella sua introduzione Elena Saglietti, presidente del consorzio di Cooperative Sociali CIS ha spiegato che i cosiddetti caporali, che fungono da intermediari tra le imprese e i lavoratori sono un fenomeno esistente da sempre in Italia, ma che nell’ultimi anni ha acuito la sua presenza anche nelle regioni del nord.

Francesca Rossanino del presidio albese di Libera, dedicato al giornalista Mauro Rostagno ucciso dalla mafia, ha ricordato come l’impegno civile nel contrasto alla criminalità organizzata passa anche attraverso all’attenzione verso le persone più fragili.

Hanno preso parte al seminario “Siamo uomini o caporali” Virginia Sabbatini coordinatrice del presidio Caritas di Saluzzo, Davide Mattiello presidente della Fondazione Benvenuti in Italia, già componente ed oggi consulente della Commissione interparlamentare Antimafia e Anna Cattaneo, referente dell’Associazione Libera per la provincia di Cuneo.

Virginia Sabbatini, ha raccontato l’impegno di Caritas sul tema della dignità dei lavoratori, concentrandosi sulle attività messe in campo da Saluzzo Migrante, l’unico presidio nel nord Italia attivato da Caritas Italiana che monitora, accompagna e prende in carico i poco meno di 1.000 lavoratori stagionali che arrivano durante il periodo della raccolta della frutta offrendo loro servizi gratuiti di assistenza legale, sanitaria, amministrativa, ascolto e dignità anche grazie a decine di giovani volontari.

Davide Mattiello, ha ricordato le motivazioni che hanno portato nel 2016 il Parlamento italiano al contrasto del caporalato e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e le difficoltà incontrate nel percorso; inserendo tale norma all’interno di un più ampio e articolato quadro di relazioni economiche e sociali che interessano molti soggetti sia pubblici che privati.

Anna Cattaneo ha sottolineato come il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori avviene anche attraverso le scelte consapevoli che ogni singolo cittadino compie ogni giorno acquistando prodotti che provengono da filiere che garantiscono che dal campo alla tavola i diritti vengano veramente tutelati.

 

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