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10 domande e 10 risposte sul nuovo Ospedale di Verduno

Tutto quello che volevate sapere sul nuovo ospedale unico di Verduno e non avete mai osato chiedere! In pratica è stato questo il primo punto dell’ordine del giorno della convocazione della Quarta commissione permanente che il presidente Gionni Marengo ha convocato lunedì 21 ottobre in via Generale Govone presso la ripartizione socio educativa e culturale del Comune. Oggetto dell’audizione è stato quello di domandare ai massimi referenti dell’azienda di via Vida di fare il punto della situazione ad un mese dalla lettura della lettura della dichiarazione ufficiale di fine lavori da parte della società concessionaria la MGR Verduno 2005.

A che punto siamo, dopo il 23 settembre? Siamo giunti a metà circa dei 60 giorni che spettano al concessionario per fare fronte ad eventuali problemi che si palesino nel corso delle verifiche e dei collaudi. Si tratta di un tempo circostanziato che serve per scoprire e risolvere gli inevitabili problemi che una realizzazione grande porta inevitabilmente con sè. Si tratta quasi sempre di guai “fisiologici” quando si parla di centinaia e centinaia di chilometri di fili, cavi, condutture, tubi, reti tecniche, pannelli, derivazioni, canaline, impianti complessi come il servizio di posta pneumatica o la rete di distribuzione dei gas medicali o della pressione negativa che consente l’aspirazione dei liquidi al letto del paziente. «Pensare – ha spiegato il dottor Veglio – che tutto questo sia perfetto, che tutti gli interruttori siano connessi alla lampadina giusta e altre piccole cose analoghe è davvero impossibile. Qualche peccato sta emergendo, altri ne troveremo ancora e saranno affrontati. Non voglio neppure pensare per scherzo all’ipotesi che il certificato di fine lavoro sia un documento non veritiero. Ancora per un mese, quindi, dovremo verificare tantissime situazioni e, nel frattempo, procedere con i lavori d’allestimento dei reparti e dei servizi».

Potrebbe essere più preciso? «Parlo delle caldaie per la produzione di acqua sanitaria e riscaldamento, parlo dell’allestimento delle cucine, delle sale mensa – praticamente concluso -, delle sale operatorie e della centrale di sterilizzazione. All’interno procede l’allestimento dei reparti di degenza, mentre all’esterno sono quasi completate le asfaltature dei collegamenti stradali e dei parcheggi».

I collaudi potranno produrre ritardi e imprevisti? «In realtà i “collaudi” non ci fanno tanta paura. Se ne fanno da anni: tantissime opere ed impianti sono già stati oggetto di collaudo. Ovviamente il collaudo della nuova sala Tac o Rnm potrà essere fatto solo con le macchine trasferite e in condizione di lavoro. Ma moltissimi collaudi sono già stati eseguiti. E con successo».

Come si trasloca un ospedale? «Un ospedale si trasloca utilizzando il sapere, i mezzi e la tecnologia di aziende super specializzate in questo lavoro. Vicino a noi hanno traslocato Asti e Biella. Traslocheremo anche noi grazie all’aiuto di chi si occupa di questi problemi su scala nazionale. Per quanto riguarda la richiesta relativa alla domanda sul trasloco o meno dell’amministrazione “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Anche il trasloco non deve fare così paura. In quanto dovremo spostare solo i pazienti, che andranno collocati innuovi letti già predisposti per loro a Verduno».

Avrete personale sufficiente per un nuovo ospedale? «La domanda – risponde il direttore sanitario Mario Traina – è pertinente in quanto è vero e provato che è sempre più difficile trovare medici specialisti da inserire nei reparti ospedalieri. La nostra carta vincente sarà che che noi partiamo da due ospedali per farne uno. (Che avrà un numero di letti, forse minore della somma dei presidi attuali Ndr). Anche per il personale non di area medica la situazione è analoga e non particolarmente preoccupante. Se il “Michele e Pietro Ferrero” manterrà la premessa di essere un ospedale d’eccellenza, sarà certamente molto attraente per professionalità importanti e in grado di dare lustro al presidio unico di Alba e Bra».

Quali saranno i contenuti “medici” più importanti dell’ospedale unico? «Avremo – riprende il dottor Traina – un pronto soccorso d’eccellenza, una sola medicina, un’area chirurgica multi specialistica e dotata del robot Da Vinci per eseguire interventi anche nel campo dell’oncologia ginecologica. Avremo una cardiologia interventistica attiva h24, sette giorni su sette, avremo la radioterapia, avremo – in collaborazione con l’Università di Pollenzo – un primariato per la nutrizione post operatoria e la dietoterapia di alto profilo. Avremo una nefrologia e dialisi di altissimo profilo. Avremo un farmacia completamente automatizzata, molta tecnologia anche nei servizi ai degenti e per il pubblico. Avremo un reparto di rianimazione tecnologicamente avanzatissimo e adeguato alle necessità del territorio».

Quando inizieranno i trasferimenti dei pazienti? «In teoria – spiega Massimo Veglio – anche nei primi giorni del nuovo anno. Ma sarebbe assurdo movimentare dei malati proprio nel picco dell’epidemia influenzale. Quindi aspetteremo la primavera. Nel frattempo saranno traslocate attrezzature e sistemati gli arredi».

Cosa resterà ad Alba e Bra? «Resteranno moltissime cose e servizi. Anche perchè quello di Verduno sarà un ospedale per malati acuti o portatori di patologie che richiedono alte o altissime intensità di cura. A Verduno non si faranno i prelievi (solo ai verdunesi!), non si faranno “prime visite” ambulatoriali, vaccinazioni, visite di medicina legale per patenti o licenze, anche l’accesso al pronto sarà filtrato attraverso la “Casa della salute” che sarà attivata ad Alba e Bra. Dobbiamo fare in modo che la popolazione sia sana facendo più prevenzione e per lasciare l’ospedale a chi ne deve utilizzare le risorse e la complessità per combattere patologie gravi».

Come faremo ad arrivare in ospedale? «Vogliamo essere ottimisti – affermano Traina e Veglio – affermando che la situazione del traffico potrebbe non essere peggiore di quella attuale. Se riusciremo a far passare il concetto di “car pooling” per 1.200 dipendenti, se saranno attivate le navette previste ogni 30 minuti con la prospettiva di scendere a 15, se si potrà fra transitare i mezzi pesanti sulla Sp 7 in una sola direzione, la situazione potrebbe anche non essere così difficile come si dice. Purtroppo l’Asl non ha alcun potere decisionale o d’intervento su queste cose».

I nostri figli e nipoti saranno tutti “nati a Verduno”? «Tranquilli, le anagrafi di Alba e Bra potranno continuare ad esistere e lavorare per le nuove coorti di nati a Verduno. L’iscrizione all’anagrafe, infatti, è libera. Un bimbo nato a Verduno potrà essere iscritto ad Alba o Bra risultando “nato ad Alba” o dove sarà registrato dai genitori. Cosa non possibile, invece, per le persone che finiranno la loro vita nel nuovo ospedale. Il certificato di morte, infatti, deve riportare il luogo effettivo dell’exitus».

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