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Vino ed export: si è tenuto il 4 luglio a Grinzane Cavour il convegno UGIVI

GRINZANE CAVOUR – Il 4 luglio scorso al Centro congressi del Castello di Grinzane Cavour si è tenuto il nuovo convegno organizzato dall’Unione Giuristi della Vite e del Vino – la cui Delegazione per il Piemonte e la Valle d’Aosta è ospitata presso il Castello di Grinzane Cavour -, in cui sono state esaminate le molteplici e complesse questioni con cui si confronta l’export del vino italiano verso i paesi  extra-UE.

L’incontro – pensato anche quale segno concreto della volontà di lasciarsi alle spalle il lockdown – è avvenuto con la presenza fisica di relatori e pubblico.

Dopo i saluti introduttivi di Roberto Bodrito (presidente dell’Enoteca Regionale Piemontese “Cavour”), i lavori  (moderati  dall’avv. Stefano Dindo, presidente UGIVI) hanno preso l’avvio con la relazione del prof. Ermenegildo Mario Appiano (vice presidente di UGIVI), volta ad individuare gli ostacoli non-tariffari all’export – principalmente riconducibili alle differenze nella legislazione locale sulle pratiche enologiche ammissibili e sulla tutela delle denominazioni di origine – ed i trattati internazionali conclusi, sia in sede WTO sia dalla UE, per cercare di superarli.

In tale contesto, è stato enfatizzato il ruolo svolto dall’OIV per favorire il consenso in sede internazionale sulle tecniche di cantina ammissibili, poi trasfuso nel cosiddetto International Oenological Codex.

Il prof. Nicola Lucifero ha successivamente approfondito l’esame degli strumenti internazionali per la tutela delle denominazioni di origine, focalizzando anche l’attenzione sul recente “Atto di Ginevra”, che in sede WIPO ha istituito un meccanismo per la registrazione delle denominazioni.

È seguita la relazione del dott. Stefano Sequino, il quale ha offerto una panoramica sui positivi effetti svolti da detti accordi internazionali sul piano economico.

A conclusione della prima parte dei lavori è intervenuta la relazione dell’avv. Carlo Mastellone, che ha trattato l’impatto della Brexit sui contratti per la vendita di vino ed ha poi approfondito i temi relativi alla legge loro applicabile ed alla scelta delle giurisdizione competente a conoscere eventuali controversie, dovendosi ora risolvere tali questioni alla luce dei principi generali del diritto internazionale privato, non applicandosi più le apposite regole dell’Unione Europea.

La seconda parte dei lavori – moderata dal prof. Oreste Calliano (responsabile scientifico UGIVI) – è stata aperta dalla  relazione dell’avv. Chiara Menchini, incentrata sull’impatto economico esplicato della Brexit sul settore vitivinicolo italiano.

A seguire, la relazione del prof. Ettore Maria Lombardi, basata su alcune problematiche connesse alla conclusione a distanza dei contratti di compravendita del vino.

Nel rispetto dell’approccio scientifico di UGIVI, attenta agli aspetti gius-economici, sono state improntate le relazioni svolte dal dott. Carlo Addis e dal dott. Sergio Sgambato, i quali si sono rispettivamente soffermati sulle modalità di ingresso dei vini italiani in mercati asiatici di una qualche tradizione consolidata, in particolare Cina e Giappone, e mercati potenzialmente nuovi come l’India.

Il convegno si è quindi concluso con lo spontaneo intervento di Angelo Gaja, il quale ha portato la propria personale testimonianza, condividendo con il pubblico la sua storia di successo nonché le sue riflessioni sul futuro dell’export del vino italiano, nel ricordo dell’operato di Renato Ratti.

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