LANGA DEL BAROLOLANGHEVerdunoDal Comune

Verduno: la replica del primo cittadino Marta Giovannini sulla revoca del mandato al vicesindaco

“Ho letto con stupore la comunicazione inviata al vostro giornale dall’Osservatorio per la tutela del Paesaggio di Langhe e Roero. La vicenda del mio vice sindaco mi pare venga strumentalizzata e occorre dunque ricondurla correttamente nel proprio ambito.
Al signor Demagistris è stata revocata la carica di vice sindaco non per le proprie opinioni personali, ma poiché ha sottoscritto, firmandosi “Vice- Sindaco di Verduno”, senza alcuna delega e senza neppure informare il Sindaco, un documento inviato ai vertici Unesco e alla Direzione Generale Archeologica delle Arti e Paesaggio in cui sostiene che il tracciato esterno dell’autostrada “implica (…) , anche la violazione, da parte dell’Italia di tutti gli impegni assunti con la sottoscrizione della Convenzione del Patrimonio mondiale dal 1972….. “e invita ” a sollecitare il rispetto da parte dell’Italia della predetta convenzione” chiedendo all’Unesco di ” adottare all’uopo tutti i necessari provvedimenti” .
Nella lettera si fa espresso riferimento oltre che ai Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato anche alla Tenuta Reale di Pollenzo (sito Unesco Residenze Sabaude) e al recente riconoscimento Unesco “La cerca e cavatura del tartufo”.
Il documento è stato ritenuto espressione della volontà del Comune di Verduno, tanto che lo stesso Ministero della Cultura ha trasmesso la comunicazione del Vice sindaco ad altri enti (Segretariato Generale del Ministero Cultura – Ufficio Unesco al Segretariato regionale del Mic, alla Sopraintendenza Archeologica del Piemonte) qualificandola espressamente come”nota trasmessa dal Comune di Verduno “.
Informata dell’accaduto dal Ministero, dopo una riunione cui era presente il signor Demagistris e in cui si è discusso della gravità del fatto, ho quindi deciso, con la maggioranza, di prendere anche formalmente le distanze da tale fatto, revocando l’incarico al sig. Demagistris e notificandogli prontamente l’atto relativo.
Per evitare ulteriori conseguenze ho anche informato il Ministero dell’estraneità del Comune alla comunicazione del vice sindaco.
Il comportamento tenuto dall’ex vicesindaco è ancora più incomprensibile se si considera che l’attuale Amministrazione Comunale ha sempre avuto, proprio con riferiemento all’autostrada, un atteggiamento estremamente rispettoso dell’ambiente e del paesaggio.
Il Comune ha infatti sostenuto il tracciato in galleria e poi, quando lo Stato ha definitivamente accantonato tale ipotesi, si è espresso, a proposito del tracciato esterno, chiedendo cautele e garanzie per la tutela del proprio territorio e del sito Unesco.
Nella Conferenza di Servizi indetta dallo Stato per la valutazione di impatto ambientale si è poi discusso del tracciato attuale dell’opera e non più di soluzioni progettuali accantonate; in tale sede il Comune ha espresso considerazioni tecnico- amministrative ampiamente condivise con la maggioranza e in linea con quanto sempre sostenuto; non ha quindi affatto approvato “di intesa con la Regione la soluzione esterna con il Viadotto di Verduno”. Ferme le misure di salvaguardia a tutela dell’ambiente suggerite e le mitigazioni richieste, ho ottenuto che il viadotto venisse rinominato “viadotto SP7” in quanto insistente, per larghissima parte, sul territorio di un altro Comune. Infine, sempre come Sindaco di Verduno, mi sono adoperata per la gratuità del pedaggio per chi si reca all’Ospedale.
Come ci ricorda il Presidente Mattarella, chi esercita funzioni pubbliche deve, prima di tutto, avere e mostrare in ogni sua uscita pubblica senso di responsabilità.”

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