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Uve, Coldiretti Cuneo: “L’incognita prezzi minaccia la competitività del sistema vitivinicolo”

In un contesto di imprevedibilità dettata dall’andamento climatico, cui si sommano le difficoltà economiche legate all’aumento vertiginoso dei costi di produzione delle uve, che già nei vigneti collinari sono più alti di altri, è indispensabile trovare il giusto equilibrio nella fase di compravendita delle uve. È quanto rimarca Coldiretti Cuneo a pochi giorni dall’inizio della vendemmia sulle colline della Granda.
“I produttori – invita il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada – concordino i prezzi con gli acquirenti già all’atto del conferimento delle uve, anziché accettare contratti che prevedono un saldo da definirsi in base alla media rilevata statisticamente e indicata soltanto a fine campagna, che potrebbe non rispecchiare la reale qualità delle specifiche partite di uve. La diffusione dei protocolli di sostenibilità accentua ulteriormente le differenze e le specificità delle partite di uve, poiché richiedono più attenzione e investimenti da parte dei produttori con ulteriore aumento, insieme al valore dei grappoli, dei costi aziendali”.
La vendemmia, già iniziata per le uve da spumante, proseguirà con il Moscato e poi con le uve Chardonnay e Arneis; per le tipologie a bacca rossa, dal Dolcetto alla Barbera fino ai Nebbioli, i tempi di raccolta – precisano i tecnici Coldiretti – dipenderanno dalle temperature e dalle possibili ulteriori e attese piogge. Se la siccità ha determinato un calo produttivo stimato fino al 20%, anche se variabile da zona a zona, il tempo asciutto ha favorito la maturazione di grappoli sani, con una bassa carica di patogeni, che fanno sperare in una raccolta di buona qualità, capace di regalare prodotti in cantina eccellenti.
La contrattazione prima e durante la vendemmia non coinvolge i soci delle cantine cooperative, che determinano il saldo ai conferenti sulla base dell’esito più o meno performante delle operazioni interne e quindi del risultato di bilancio, mentre è essenziale per tutti gli altri vitivinicoltori, allo scopo di valorizzare al meglio il prodotto che finirà in bottiglia, soprattutto in un’annata come questa, segnata dalla siccità e dall’aumento dei costi per la produzione delle uve e del vino, con un’impennata delle spese per fitofarmaci, concimi, bottiglie, imballaggi e trasporti.
Come sottolinea il Direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu, “trovare il giusto equilibrio di interessi tra chi cede l’uva e chi la acquista per trasformarla, attraverso il diretto negoziato in vendemmia è fondamentale per la competitività del nostro sistema vitivinicolo, fatto da tante famiglie di viticoltori e da piccole e medie imprese di trasformazione, è un impegno che porta vantaggio all’intera filiera e al consumatore”.
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