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Nominato il nuovo consiglio direttivo del centro nazionale studi tartufo

Durante l’assemblea, che si è tenuta ieri ad Alba, formalizzato anche l’ingresso di 18 nuovi soci

Si è riunita ieri, lunedì 25 luglio, ad Alba, l’assemblea dei soci del Centro Nazionale Studi Tartufo. Primo punto all’ordine del giorno, la nomina del nuovo Consiglio direttivo, eletto in rappresentanza di tutte le aree del Piemonte vocate alla produzione del tartufo e di tutte le categorie associative coinvolte. E così composto: Antonio Degiacomi (espressione dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero), Carlo Marenda (Comune di Alba), Sergio Vacchetti (Camera di Commercio di Cuneo), Giancarlo Bressano (Comune di Mondovì), Paolo Luzi (Montiglio, Montechiaro-Mombercelli), Piero Botto (Unione delle Associazioni Trifulau Piemontesi), Marco Scuderi (Associazione Commercianti Albesi), Lorenzo Tornato (Associazione Liberi Cercatori di Tartufo Alessandria) e Chiara Cane (Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria).
Completano l’assemblea del Centro Studi il revisore dei conti Gian Paolo Morra, il revisore supplente Domenico Arione e il direttore generale Mauro Carbone. Il Consiglio direttivo resterà in carica per un triennio e l’elezione del presidente avverrà nella prima riunione dei consiglieri, in programma nei prossimi giorni.
Durante l’assemblea è stato anche ufficializzato l’ingresso di 18 nuovi soci: si tratta dell’Associazione Alba Uno, Associazione Alba Più, Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba, Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero, Consorzio Piccole strutture ricettive Langhe Monferrato Roero, Associazione Albergatori e Ristoratori Albesi, Associazione Alba In, Expotourist, Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Associazione Trifolao di Alba, Associazione Tartufai delle Rocche del Roero, Associazione Trifolao Astigiani e Monferrini, Associazione Trifolao del Monregalese, Associazione Liberi Cercatori di Tartufo Alessandria, Associazione Trifulau Collina torinese “Trifule e Trifule”, Save the Truffle e Associazione Terre da Tartufi-Truffle Land.
L’ATTIVITÀ DEL CENTRO NAZIONALE STUDI TARTUFO
Fin dalla sua costituzione nel 2000, il Centro Nazionale Studi Tartufo ha lavorato nell’ambito della tutela e della valorizzazione del prodotto. Adoperandosi in particolare sul territorio nel ripristino e nella salvaguardia di tartufaie in declino di produzione e dedicando un’attenzione continua e crescente ai temi ambientali, il Centro Studi è da sempre a disposizione del territorio per tutti gli aspetti legati al mondo del tartufo e alla tutela del consumatore. Nonché, negli ultimi anni, alle emergenze climatiche e alla gestione dei mercati durante il complesso periodo pandemico.
Tra i principali impegni e progetti su cui si sta concentrando oggi il Centro Nazionale Studi Tartufo, oltre al consueto supporto alle Fiere del Tartufo del Piemonte attraverso il lavoro delle Commissioni Qualità e le attività di analisi sensoriale, c’è l’organizzazione di un weekend di studio e approfondimento – in programma ad Alba dal 18 al 20 novembre 2022 – sulle caratteristiche, sul significato e sulla responsabilità del riconoscimento Unesco attraverso la comunità della Cerca e Cavatura del tartufo in Italia e in collaborazione con le scuole di Alba,  l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. E proprio sulla nomina arrivata lo scorso dicembre a patrimonio immateriale dell’Umanità – che ha permesso alla Cultura della Cerca e della Cavatura del Tartufo in Italia di essere iscritta nella lista italiana del patrimonio Unesco – il Centro Studi sta dedicando grande attenzione per consolidare e trasmettere le conoscenze e le pratiche tradizionali, realizzare nuove tartufaie didattiche e promuovere progetti nelle scuole di ogni ordine e grado.
Da segnalare ancora, tra le iniziative in corso, l’interessante progetto di recupero delle tartufaie in sinergia con i produttori vitivinicoli aderenti al Consorzio Alta Langa DOCG, il progetto INTERREG RESTRUFF con il CNR di Torino relativo alla promozione a livello europeo di strategie per il superamento delle criticità legate alle attuali legislazioni e la consulenza per la realizzazione del MUDET, l’innovativo Museo del Tartufo di Alba e Montà d’Alba.
«Dalle esperienze dei ventidue anni passati, dai “lavori in corso”, dal contributo arrivato grazie alle idee dei soci storici e dei nuovi soci, del nuovo Consiglio direttivo e dell’eventuale Comitato scientifico scaturirà il programma triennale e una rinnovata e ampliata attività della nostra Associazione  –  dice Antonio Degiacomi, presidente attualmente in carica del Centro Nazionale Studi Tartufo –. Dove sottolineerei le parole Associazione, cioè la partecipazione  dei soci e  dei componenti il Consiglio, anche attraverso gruppi di lavoro; Nazionale, facendo riferimento soprattutto dell’apertura ad altre realtà e all’ambizione e alla capacità di realizzare azioni esemplari; e Studi, perché la volontà è da sempre quella di realizzare  iniziative pratiche e utili per il territorio e per i soci, mai disgiunte dal rapporto con le ricerche e con gli studiosi della biologia del tartufo, della forestazione, della meteorologia, della veterinaria, dell’analisi sensoriale e della gastronomia, degli aspetti storici e antropologici così come del diritto in materia di tartufo».

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