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Medaglia d’oro dal Concorso di Bruxelles per i vini di Teo Costa

CASTELLINALDO – Si legge chiara negli occhi di Antonio Costa, il patriarca dell’Azienda Agricola Teo Costa con più di 65 vendemmie sulle spalle, la soddisfazione per i due nuovi importanti premi giunti all’azienda di Castellinaldo d’Alba dalla 27° edizione del Concours Mondial de Bruxelles, le cui selezioni finali si sono tenute a Brno, in Repubblica Ceca, tra il 4 e il 6 settembre 2020.

Tra gli 8.500 vini a concorso da 46 paesi produttori l’Italia ha portato a casa 363 premi, ponendosi al terzo posto nella graduatoria tra gli stati, dopo Francia e Spagna.

I premi a Teo Costa

L’Azienda Agricola Teo Costa già negli anni passati ha raccolto riconoscimenti dal Mondial de Bruxelles, ma stavolta sono più significativi, perché a essere premiati sono due vini da vitigno Nebbiolo che ben rappresentano lo stile di armonia e fragranza che caratterizza i vini dell’azienda: medaglia d’oro al Nebbiolo d’Alba Doc Ligabue 2018 e medaglia d’argento al Barbaresco Docg Lancaia 2017.

I due premi sottolineano il valore di due vini di gran qualità, ma di differente impatto quantitativo nella produzione aziendale.

Il Barbaresco Lancaia, con le sue 6.000 bottiglia annue, è un prodotto di nicchia che l’azienda dedica da vari anni alla sua clientela più esigente.

Il Nebbiolo d’Alba Ligabue, invece, è un vino di grande rilievo anche quantitativo (è prodotto in diverse decine di migliaia di bottiglie). Grazie anche al suo elevato livello di qualità e prestigio territoriale, gioca un ruolo strategico nell’economia aziendale.

Bella è anche la storia raccontata dall’etichetta del vino: più di vent’anni fa, Roberto Costa scoprì casualmente che la mamma del pittore naif Ligabue di cognome faceva “Costa”. Si appassionò alla vicenda fino a chiedere al Sen. Amadei, uno dei maggiori collezionisti di opere di Ligabue, la possibilità di usare i soggetti di alcuni di questi quadri per caratterizzare le etichette dei vini aziendali. Così, l’autoritratto di Ligabue venne abbinato al Nebbiolo d’Alba e da quel momento quel vino è per tutti “Ligabue”.

I due vini nascono entrambi dal prestigioso vitigno Nebbiolo e ben rappresentano lo stile produttivo aziendale, finalizzato alla produzione di vini di grande armonia, spiccata struttura e spettacolare fragranza, adatti al mercato sia nazionale che internazionale.

La realtà Teo Costa

Partendo da una superficie iniziale di appena 3 ettari, l’Azienda Agricola Teo Costa oggi dispone di una superficie totale di 90 ettari; gli ettari vitati sono 80, suddivisi tra le varie zone collinari nell’Albese (a Castellinaldo d’Alba e Castagnito nel Roero e, nelle Langhe, a Treiso nella zona del Barbaresco e a Novello nell’area del Barolo) e il paese di Montechiaro d’Acqui, nell’Alto Monferrato, dove le produzioni sono in prevalenza orientate all’Alta Langa Metodo Classico e a vari vini della Doc Piemonte.

La superficie restante è fatta di boschi e altre coltivazioni. Una nota particolare merita l’allevamento allo stato brado di maiali neri della razza piemontese Cavour, alla cui ricostituzione l’azienda ha dedicato un impegno determinante.

Negli anni la realtà aziendale è cresciuta in particolare nella struttura fondiaria, a ribadire la fiducia totale nel vigneto come fonte di approvvigionamento della produzione vitivinicola. A Castellinaldo d’Alba, sede centrale dell’azienda, operano i fratelli Marco e Roberto Costa, coadiuvati da papà Antonio e mamma Mariuccia e dai figli di Roberto, Isabella, Viviana e Manuel.

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Redazione Corriere

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