LANGA DEL BAROLOMonforte d'AlbaLANGHECultura e Spettacoli

La Mostra I mondi di Mario Lattes #1 riapre al pubblico

Le opere di Lattes alla Fondazione Bottari Lattes nuovamente visitabile in presenza da giovedì 4 novembre

La mostra “I mondi di Mario Lattes #1”, allestita alla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba, nel cuore delle Langhe, riapre le porte al pubblico per permettere visite dal vivo a partire da giovedì 4 novembre 2021. Sarà visitabile nei giorni di lune, giovedì e venerdì dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17, nel rispetto di tutte le normative sulla prevenzione dell’emergenza sanitaria Covid-19 e su prenotazione consigliata per i gruppi (info: 0173.789282 – book@fondazionebottarilattes.it).

La mostra rimane visitabile anche online sul sito della Fondazione Bottari Latteswww.fondazionebottarilattes.it, con una pagina di approfondimento sempre aggiornata con nuovi contenuti fotografici e video.

Ideata da Caterina Bottari Lattes e curata da Alice Pierobon in collaborazione con Chiara Agnello,“I mondi di Mario Lattes #1” presenta una brochure digitale con un testo critico di Vincenzo Gatti.

Pittore e incisore, disegnatore e acquerellista, Mario Lattes (1923-2001) è stato un artista prolifico e instancabile. La sua vasta produzione pittorica testimonia una passione per l’arte sbocciata da giovanissimo. Una passione che inizia a farsi conoscere al pubblico nel 1947, anno della prima mostra di Lattes a Torino, alla galleria La Bussola. Seguiranno, fino alla fine degli anni Novanta, diverse personali di Mario Lattes: a Torino, Roma, Milano, Firenze e Bologna, incluse le partecipazioni a due edizioni della Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Torino e di Roma, oltre a diverse esposizioni collettive. Numerose opere realizzate entreranno così nelle sale espositive e nelle dimore di diversi collezionisti. Al fine di recuperare, conservare e far conoscere al grande pubblico quadri e lavori di Lattes mai esposti prima, nel corso degli ultimi anni la Fondazione Bottari Lattes ha acquisito diversi dipinti da collezionisti privati. Opere che ora entrano a far parte del prezioso patrimonio della sua pinacoteca e che saranno rese visibili al grande pubblico in più esposizioni nel corso del tempo.

I mondi di Mario Lattes #1” è la prima di queste mostre e si concentra sui dipinti figurativi realizzati dal 1959 al 1990, scelti da Caterina Bottari Lattes tra le opere di recente acquisizione. Nelle due sale espositive del primo e secondo piano della Fondazione Bottari Lattes i nuovi dipinti dialogano così con i lavori già presenti nella collezione della pinacoteca. I temi affrontati nelle quattro sezioni in cui la mostra è suddivisa, sviluppati in una quarantina di opere esposte, sono alcuni tra quelli cari a Mario Lattes: figure archetipiche; marionette e alter ego; nature morte e “cianfruscole” (termine usato da Lattes per indicare le cianfrusaglie); oggetti simbolici; temi surreali; volti e personaggi.

Tra i dipinti esposti: “Il cardinale” (tecnica mista su carta intelata, 50×35 cm); “Il Re” (1969, tecnica mista su carta intelata, 70×50 cm); “Marionette e manichino” (1990, olio su carta intelata, 50×70 cm); “Beute, conchiglie, insetti” (olio su tela, 60×80 cm); “L’ostensorio e la rosa” (1969, olio su carta intelaiata, 50×35 cm); “Lo specchio rotto” (1969, tecnica mista su carta intelata, 70×50 cm); “La caduta” (1969, tempera su tela, 140×100 cm); “Figura con nuvola” (1970, tempera e china su carta intelata, 70×50 cm).

«L’accesso ai mondi di Lattes – spiega Vincenzo Gatti nel suo testo critico – è insidioso. Occorre adeguarsi alle sue luci e alle sue ombre, intuire l’indefinito pur sapendo che esiste un lato oscuro che non potrà disvelarsi. Le teste, gli idoli, i manichini sono icone di un’individualità attonita, consapevoli delle inquietudini che da sempre pervadono l’animo umano. La complessa trama pittorica che mostra e nasconde, che lamenta e afferma, indica strade segnate dalla conoscenza del dubbio e l’artista, indifferente alla prassi, manipola materie grafiche e pittoriche per giungere a una vertiginosa discesa nelle profondità dove le forme affondano e riemergono mutate.»

La mostra è realizzata con il sostegno di Regione Piemonte.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button