Dal SavoneseAttualità

“Il Tartufo sostenibile” sale in cattedra a Millesimo alla XXX Festa nazionale

Domenica 2 ottobre il convegno tematico con relatori di comprovata fama

MILLESIMO – Un momento di confronto e di approfondimento per affrontare un tema di grande attualità, anche questo è la XXX “Festa nazionale Tartufo Val Bormida”. Domenica 2 ottobre, alle ore 10.00, presso il Centro polifunzionale di piazza Pertini, si terrà il convegno “Il tartufo sostenibile. I servizi ecosistemici”. Il tavolo di confronto sarà moderato da Vincenzo D’Antonio, giornalista di fama internazionale delle cultura del cibo e introdotto dal sindaco di Millesimo Aldo Picalli, dall’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana e dal presidente dell’associazione nazionale Città del Tartufo Michele Boscagli. Di comprovata esperienza i relatori: Carmelo Prestipino, dell’ Istituto Internazionale Studi Liguri – Sezione Val Bormida parlerà di “Ambiente e vita in una terra di mezzo: le valli delle Bormide”; Mirca Zotti, docente UNIGE – responsabile del laboratorio di Micologia del DISTAV e Simone Di Piazza, docente UNIGE – laboratorio di Micologia del DISTAV, tratteranno di “Tartufo e sostenibilità”; Carlo Marenda, “Save the Truffles” disquisirà su “L’economia sostenibile intorno al tartufo”; Gianpietro Meniero, della Condotta Slow Food Alta Val Bormida spiegherà “La dieta mediterranea … sotto al piatto”; Renato Galliano, presidente osservatorio per il paesaggio “La Prima Langa” e Ignazio Garau, vicepresidente consulta nazionale distretti del cibo, illustreranno “Un distretto del cibo per l’alta Langa ligure-piemontese” e infine Michele Costa, dell’associazione Altra Via” racconterà  “In cammino da Torino a Savona attraverso la Val Bormida”. Le conclusioni saranno affidate a Michele Boscagli.

“Tutti conoscono i tartufi come prodotti del sottobosco di altissimo pregio, dalle ottime qualità organolettiche e dai costi spesso proibitivi a seconda delle stagioni. Negli ultimi decenni, proprio a causa del loro valore, l’interesse per questo prezioso prodotto è in crescente ascesa, il mercato è in costante espansione, così come la domanda per le diverse specie – spiegano i docenti UNIGE Mirca Zotti e Simone DI Piazza -. Questo interesse, a sua volta, ha causato un aumento della cerca e della raccolta esercitando non poca pressione sui siti naturali a scapito della produttività stessa e dell’integrità degli ecosistemi. Per le specie coltivabili, come ad esempio Tuber melanosporum Vittad. e T. aestivum Vittad., questo problema è in parte risolto grazie alla coltivazione in aree vocate, che mitiga così la pressione sui siti naturali. Discorso differente per Tuber magnatum Pico in assoluto il più pregiato, dall’elevato valore economico (nel 2022 circa 6.000 euro al kg), non ancora razionalmente coltivabile e la cui smodata ricerca sottopone a dura prova la conservazione dei siti naturali produttivi. Al di là del loro valore economico non va dimenticato che i tartufi sono funghi e che, grazie soprattutto alla loro simbiosi con diversi alberi (Quercus spp, Populus spp, Tilia spp…) hanno un ruolo chiave negli ecosistemi naturali, contribuendo allo sviluppo, alla salute delle foreste e ai diversi servizi ecosistemici per le comunità rurali. Infatti, oltre al servizio di fornitura dei tartufi e ai servizi culturali e turistici, grazie ai legami con le tradizioni e il territorio, gli ecosistemi tartufigeni contribuiscono anche ai servizi di regolazione e supporto attraverso la formazione e la protezione del suolo, la regolazione del ciclo delle acque e il ciclo del carbonio”.

“Negli ultimi 15 anni l’Associazione Tartufai e Tartuficoltori Liguri (ATTL), il Laboratorio di Micologia del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente della Terra e della Vita (DISTAV) dell’Università degli Studi di Genova, la Regione Liguria e altri enti locali hanno lavorato con l’obbiettivo di tentare di tutelare tale risorsa attraverso la mappatura e la salvaguardia delle aree tradizionali di raccolta – proseguono Zotti e DI Piazza -. La recentissima nascita del Centro sperimentale per la Tartuficoltura della Regione Liguria con sede a Millesimo non fa che consolidare le collaborazioni e gli obiettivi ad oggi raggiunti incrementando e ampliando le attività di salvaguardia, di coltivazione e di ricerca scientifica come ad esempio quella relativa all’ecologia delle varie specie di tartufi e come queste contribuiscano nell’ambito dei servizi ecosistemici. Tra i vari intenti anche quello di attuare una sempre maggiore attività di formazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle autorità per valorizzare al massimo il prodotto tartufo ligure”.

 

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