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“Fosse in Francia, lo avrebbero valorizzato”: quel reperto romano che va in malora a Pollenzo

“Bocciata” idea di creare nei pressi un’area di sosta

«Fosse in Francia l’avrebbero valorizzato, da noi sembra destinato a marcire». E’ amaro il commento del pittore Salvatore “Tore” Milano, di fronte al­l’ennesimo tentativo fallito per il tratto d’acquedotto romano riscoperto nei primi anni Novanta a Pollenzo lungo la provinciale via Fossano. Da quando è tornato alla luce durante uno scasso agricolo, è rimasto esposto alle intemperie e ghermito dalle infestanti. E anche l’idea progettuale che Milano con il comitato di frazione aveva presentato a inizio 2022 al Comune di Bra, non ha cambiato una situazione già deprecata pure a livello nazionale da un servizio di “Striscia la notizia”. Milano: «Volevamo ripulire quel sito tra la cinta dell’ex tenuta sabauda e una stradina di campagna, mettere un tavolino e due panchine creando un’area di sosta con un cartello esplicativo del reperto» nell’ambito della bimillenaria storia pollentina. Il presidente del comitato di frazione, Claudio Rosso: «Ufficiosamente sappiamo che c’è stato un sopralluogo del Municipio con la Soprintendenza archeologica, e pare che la nostra proposta sia stata bocciata perché considerata pericolosa». Il sindaco Gianni Fogliato: «Ci sono stati due sopralluoghi, presente l’assessore Lucilla Ciravegna. Nel primo è emersa la difficoltà, manca lo spazio, di far fermare un pullman lungo la strada dove si trova il ritrovamento. Nel secondo, il funzionario della Soprintendenza ha ipotizzato comunque la possibilità di un restauro. Ma non abbiamo più avuto esiti» e sono passati mesi. Conclude Rosso: «Intanto io ho provveduto spontaneamente a coprire il pezzo di acquedotto con un telone: è già piuttosto malconcio e rischia di sfaldarsi definitivamente».

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