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Dopo la Giornata dell’Afasia, si attende la Giornata mondiale dell’ictus

Il 29 ottobre, una data per mantenere sempre alta l’attenzione sulla terza causa di morte in Italia

Per la Giornata nazionale dell’afasia, celebrata sabato 16 ottobre, il coro degli afasici la Voce dell’Afasia si è esibito a Torino nella splendida cornice dei Giardini Reali. L’afasia infatti si può curare: si possono ritrovare le parole perdute a causa della malattia attraverso, per esempio, la musicoterapia e grazie all’empatia generata dallo stare insieme. Grazie al canto si può tornare a comunicare, perché come diceva il medico e scrittore Oliver Sacks: “La musica è il più potente farmaco non chimico”.

Un evento nato in sinergia fra associazione Musica e cura, federazione delle associazioni per la lotta all’ictus cerebrale A.L.I.Ce., associazione Alessio, A.I.T.A., Fondazione Molo, Musei reali di Torino, Scuola di Musicoterapia Coop. Sociale Isoinsieme e APIM – Musicoterapia Musiqueros.

L’afasia è un disturbo del linguaggio – dice Giuseppe Romano, di A.L.I.Ce. Cuneo Odv e neuroradilogo all’ospedale S. Croce e Carle di Cuneo – che altera la capacità di comprensione e di espressione delle parole. Può essere dovuta a molteplici patologie, ma l’ictus è sicuramente una delle cause più importanti. L’ictus infatti rappresenta la prima causa di disabilità nei Paesi industrializzati e terza di morte; circa una persona su tre dopo un ictus soffre di afasia. Capiamo quindi l’importanza che riveste la prevenzione e la presa in carico dei soggetti”.

Proprio per questo motivo è in programma un’altra importante giornata che ogni anno vuole mettere l’accento sulla valenza della prevenzione e della non sottovalutazione dei segnali dell’ictus: il prossimo 29 ottobre sarà la Giornata mondiale di lotta all’ictus.

F.a.s.t., ‘velocità’, in inglese, è una parola che può salvare la vita – continuano da A.L.I.Ce. Cuneo -. La velocità è un fattore cruciale per limitare i danni che possono derivare dall’insorgere dell’ictus cerebrale. L’acronimo sta per: F (Faccia), chiedere di sorridere e osservare se uno degli angoli della bocca non si solleva o cede. A (Arms: braccia), fare sollevare le braccia e osservare se una delle due tende a cadere. S (Speech: linguaggio), chiedere di ripetere una frase e valutare se il soggetto la ripete in modo sconnesso. T (Tempo), la presenza di uno o più di questi elementi impone di chiamare, senza esitazioni, il numero unico di emergenza europeo: il 112”.

Per combattere ictus e afasia, il progetto di A.L.I.Ce. “Musica: terapia ed empatia per l’ictus”, ha goduto anche del sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Informazioni su: aliceitalia.org e alicecuneo.it.

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