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    Coldiretti Piemonte, siccità: allarme per le semini primaverili

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    E’ sos per le semine primaverili di granoturco, soia, girasole, riso e trapianti di pomodoro nei terreni aridi per la mancanza dell’acqua necessaria alle coltivazioni per crescere, soprattutto al nord dove le precipitazioni sono praticamente dimezzate (-45%). E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi al primo trimestre del 2023 dai quali si evidenzia che in difficoltà è in realtà l’intera Penisola dove è caduta in media il 15% di acqua in meno.

     

    Il Piemonte è tra le Regioni più a rischio siccità. I livelli del Po e dei laghi sono ai minimi storici e le precipitazioni tutt’ora scarseggiano anche se per il fine settimana in arrivo le previsioni danno pioggia. Complessivamente sull’asta del Po, la portata è circa del 60% in meno di quella che normalmente si registra in questo periodo. Ci sono dei corsi d’acqua nei quali questa criticità è superiore, per esempio si registra l’85% sul fiume Sesia, il 70% sul Tanaro.

     

    “Le piogge degli ultimi giorni sono state sicuramente utili, ma non risolutive anche perché non hanno toccato tutte le aree del nostro Piemonte – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -.  Queste precipitazioni hanno portato un po’ di neve, soprattutto al Nord, hanno permesso di guadagnare circa 10 centimetri sul Lago Maggiore, tuttavia sono quantità esigue rispetto alle necessità che si prevede di dover avere. Per questo la preoccupazione è alta perché con il grande fiume Po a secco è in dubbio la produzione di 1/3 del Made in Italy a tavola che proviene proprio dalla Pianura Padana. Per tale motivo, a livello regionale, è necessario un processo di ristrutturazione del sistema e, in considerazione degli scenari che si prospettano, appare evidente la necessità di creare i presupposti affinché possa essere adottata, da parte degli enti competenti, la massima flessibilità e tempestività di riposta rispetto alla possibilità di concedere, quando si renderanno necessarie, deroghe temporanee in termini di rilasci ambientali, mantenendo valide quelle già riconosciute nel corso del 2022. Si tratta di prevedere dei piani di emergenza, vista la condizione in cui il nostro territorio si sta già trovando, senza perdere ulteriore tempo. Gli agricoltori sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti, ma non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare”.

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