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Cia Cuneo: “I contributi dei bandi Psr andrebbero rivisti perché riferiti ai costi degli investimenti di mesi fa”   

A dirlo è il direttore provinciale, Igor Varrone, che ricordando come la Regione non abbia colpe in merito, suggerisce a chi la governa un urgente monitoraggio della situazione dei prezzi dei materiali aumentati in modo esponenziale

Gli aumenti esponenziali delle materie prime e dell’energia stanno danneggiando pesantemente le aziende agricole portando i loro costi di produzione alle stelle. In alcuni settori, soprattutto quello zootecnico, le spese sostenute superano ormai gli incassi ottenuti dalla vendita di quanto immesso sul mercato. Ma per il comparto c’è un ulteriore problema da affrontare. In Piemonte, i bandi, già in avanzata fase di istruttoria o quelli ancora aperti del Programma di Sviluppo Rurale o dell’Organizzazione Comune dei Mercati (Ocm), finanziati con risorse europee e gestiti dalla Regione, prevedono i costi degli investimenti programmati dalle aziende che fanno riferimento agli importi precedenti al forte rincaro delle materie prime e dell’energia.

Sottolinea il direttore provinciale di Cia Cuneo, Igor Varrone: “La Regione non ha certamente responsabilità e colpe per la situazione, che è frutto dei mercati internazionali e delle forti speculazioni di chi, sfruttando i segnali di ripartenza dell’economia intravisti all’orizzonte, ha giocato e sta giocando con i prezzi delle materie prime e dell’energia, portando acqua al proprio mulino. Di questo siamo consapevoli”.

Ma la difficoltà esiste? “Per i bandi in avanzata fase di istruttoria c’è il rischio che molte aziende, pur in graduatoria, rinuncino al contributo in quanto otterrebbero l’importo richiesto per l’investimento, ma non più allineato con i costi attuali soprattutto dei materiali edili. Un problema che vale anche per i bandi aperti. I contributi non possono essere conteggiati sui prezzi delle spese di alcuni mesi fa, ma su quelli di oggi. Di conseguenza andrebbero rivisti, altrimenti non si aiuta il mondo agricolo”.

Per cui? “Conoscendo l’impegno e la buona volontà che la Regione ha sempre riservato al mondo agricolo in questi anni, suggeriamo a chi la governa di attivarsi subito con l’obiettivo di monitorare attentamente la situazione dei prezzi. E se, come io penso, purtroppo non scenderanno a breve, per i bandi in avanzata fase di istruttoria bisogna dare la possibilità alle aziende di rimodulare i piani di investimento presentati con la domanda. Per i bandi aperti suggeriamo la stessa cosa, ma in questo caso l’operazione è più facile a livello burocratico perché basta prorogarne la scadenza di qualche settimana introducendo i nuovi parametri adeguati alle condizioni attuali”.         

 

 

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