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Bra: i bambini dell’asilo “Lagorio” e i colori dell’artista Coco Cano

BRA – Un pappagallo, due orsi polari e un pesciolino: questi alcuni simboli della giornata che i bambini della sezione E (“Arancioni”) della scuola dell’Infanzia “Gina Lagorio” di Bra hanno trascorso insieme all’artista uruguaiano Coco Cano nel suo atelier di Carmagnola (To). Oltre 20 alunni hanno letteralmente invaso il suo studio con la loro instancabile energia, le domande, la curiosità di capire cosa significassero le opere e i moltissimi disegni alle pareti.

Ed eccoli individuare lune al contrario, stelle, cuori, animali fantastici che danno vita a una bellissima storia di viaggi, incontri e approdi lontani. E poi la magia. Da vecchie meravigliose lenzuola, tagliate in piccoli riquadri, Coco con pochi tratti leggeri fa emergere tutta la sua arte, e i bambini danno colore ai personaggi intervenendo con la immaginazione e spontaneità sulle piccole tele. Tutte diverse, tutte uniche e bellissime. C’è chi è meticoloso nella scelta dei colori, chi ne usa uno solo, chi li mischia per scoprire cosa può venirne fuori, chi va al di là dei confini. «La vera ricchezza è vedere questi lavori, è dall’energia dei bambini che si impara, sono loro la forza del futuro», ha commentato Coco Cano guardando i risultati della giornata.

L’artista originario di Montevideo è arrivato in Italia dal “Paese a forma di cuore” in Sudamerica all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso. Da allora la sua arte ha trovato forme diverse, dalla musica alla pittura, dai libri alla grafica, sempre con la sua ineguagliabile forza. Perennemente impegnato in attività sociali con scuole e ospedali, sia in Italia sia in Uruguay, Coco Cano ha accolto con entusiasmo questa proposta della scuola braidese, permettendo un’esperienza davvero unica che continuerà anche nei prossimi mesi.

Alla fine di una giornata intensa, i bimbi si preparano a ripartire, colorati dalla testa ai piedi ed estremamente felici, con un ricordo che rimarrà a lungo nei loro cuori. E come Coco ha scritto in un suo libro: “La nostra coscienza è in bianco e nero, l’anima a colori”. «Sicuramente – concludono al “Corriere” dalla “Lagorio” – con questo incontro lui ha colorato la nostra».

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