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Berlusconi ha ritirato la candidatura Ma in Piemonte avrebbe vinto

La maggior parte dei nostri Grandi Elettori proviene dall’area di Destra

Ci siamo! È arrivato il grande giorno. In quel di Roma oggi si apriranno le operazioni di voto per eleggere il nuovo presidente della Repubblica Italiana, il 13° della storia. Chi sarà il prescelto? Probabilmente nemmeno i 1.009 Grandi Elettori hanno ben chiaro quale possa essere l’esito finale. A meno di accordi notturni arrivati nel corso delle ultime ore gli schieramenti stanno giocando a scacchi per evitare di bruciare i loro candidati migliori.

Ma chi sono i grandi elettori piemontesi che parteciperanno all’elezione dell’erede di Sergio Mattarella? Intanto ci sono tutti i parlamentari eletti nel 2018. In particolare saranno (salvo errori, omissioni e repentini cambi di casacca): i deputati Andrea Giorgis, Stefano Lepri, Chiara Gribaudo, Alberto Losacco, Enrico Borghi, Davide Gariglio e Francesca Bonomo (Partito Democratico); Silvia Fregolent e Mimmo Portas (Italia Viva); Lucia Azzolina, Celeste D’Arrando, Laura Castelli, Davide Seritella, Luca Carabetta, Fabiana Dadone e Davide Crippa (Movimento 5 Stelle); Roberto Rosso, Carlo Giacometto, Claudia Porchietto, Mirella Cristina, Paolo Zangrillo, Roberto Pella e Diego Sozzani (Forza Italia); Augusta Montaruli, Andrea Del Mastro delle Vedove, Lucrezia Mantovani (Fratelli d’Italia); Alessandro Benvenuto, Riccardo Molinari, Andrea Giaccone, Flavio Gastaldi, Alberto Gusmeroli, Paolo Tiramani, Elena Maccanti, Alessandro Vigna, Gualtiero Caffaratto, Lino Petazzi, Rossana Boldi, Marzio Liuni e Cristina Patelli (Lega); Enrico Costa, Jessica Costanzo, Paolo Romano (Gruppo Misto); Nicola Fratoianni e Federico Fornaro (Leu); Daniela Ruffino e Osvaldo Napoli (Coraggio Italia) I senatori: Alberto Airola, Susy Matrisciano, Elisa Pirro (Movimento 5 Stelle); Giorgio Bergesio, Marzia Casolati, Roberta Ferrero, Enrico Montani, Cesare Pianasso (Lega), Massimo Berutti, Claudio Martelli (Gruppo Misto); Giovanbattista Fazzolari, Lucio Malan, Gaetano Nastri (Fratelli d’Italia); Mauro Laus, Roberta Pinotti, Anna Rossomando, Mino Taricco (Partito Democratico); Mauro Marino (Italia Viva); Marco Perosino, Gilberto Pichetto Fratin, Maria Rizzotti, Maria Virginia Tiraboschi (Forza Italia).

A questi vanno aggiunti i tre rappresentanti designati dal Consiglio Regionale: Alberto Cirio (Forza Italia), Stefano Allasia (Lega) e Domenico Ravetti (Partito Democratico).

Questo cosa vuol dire? Che in totale la Lega Nord si presenterà a Roma con 19 grandi elettori, Forza Italia con 12, il Pd con 12, il Movimento 5 Stelle con 10 e poi Fratelli d’Italia con 6, Coraggio Italia, Italia Viva e Leu con 2 e per finire il Gruppo Misto con 5 aventi diritto. Fermo restando che non possiamo fare ragionamenti anticipati sulla maggioranza qualificata, che sarà necessaria per eleggere il nuovo presidente della Repubblica nelle prime tre sessioni di voto, cosa succederebbe se fosse soltanto il Piemonte a decidere a partire dal quarto scrutinio, quando invece basterebbe la maggioranza assoluta? Il Centrodestra (Fi, FdI, Lega e Coraggio Italia) potrebbe contare su 39 grandi elettori, mentre il Centrosinistra (Pd, 5 stelle, Italia Viva e Leu) arriverebbe soltanto a 26. In questo caso dunque, prima della rinuncia annunciata ufficialmente sabato 22 gennaio, avrebbe vinto a mani basse Silvio Berlusconi. Si tratta, ovviamente, di un gioco che abbiamo voluto fare, che sicuramente, al voto, sarà smentito dai fatti. D’altro canto anche Sergio Mattarella, che oggi quasi tutti vorrebbero ancora al Quirinale per un altro settennato, entrò nel radar dei grandi elettori a fari spentissimi, non risultando nemmeno tra i primi cinquanta pronosticati alla vigilia delle elezioni.

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