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Alba: al Palazzo Mostre e Congressi la conferenza del professor Michele D’Andrea sulla prima guerra mondiale

Si è tenuta nella mattinata di ieri, mercoledì 3 novembre, al Palazzo Mostre e Congressi, la conferenza sulla prima guerra mondiale tenuta dal professor Michele D’Andrea, storico, araldista, esperto della materia onorifica e cerimoniale, davanti a numerose classi degli istituti superiori albesi.

 

L’incontro, organizzato da Roberto Cerrato per conto del Comune di Alba e dal Generale Antonio Zerrillo, è stato aperto dai saluti istituzionali del sindaco Carlo Bo che ha ripercorso la storia di Maria Bergamas, la mamma di un militare caduto nella prima guerra mondiale che, il 28 ottobre 1921, ebbe l’incarico di scegliere tra undici feretri non identificabili quello che sarebbe diventato il Milite Ignoto, poi traslato il successivo 4 novembre all’Altare della Patria a Roma.

 

Il primo cittadino ha concluso l’intervento ricordando ai tanti giovani presenti come “la guerra sia la negazione delle persone e della nostra vita”, prima di cedere la parola al presidente del Consiglio comunale Domenico Boeri che ha ricordato il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, approvato all’unanimità dal Consiglio dello scorso 28 ottobre.

 

Hanno poi preso la parola una studentessa dell’Istituto Piera Cillario Ferrero che ha ammonito che “le aberrazioni della guerra siano sempre ripudiate” e un allievo di APRO Formazione che ha sottolineato come “commemorare significhi anche conoscere le condizioni di vita in guerra di giovani come noi”.

 

Il professor D’Andrea, con un racconto approfondito, ma scevro di retorica, ha saputo catturare l’attenzione di una platea molto interessata, grazie a un sapiente alternarsi delle parole a musiche, filmati e fotografie dell’epoca.

 

Sono rimasto molto colpito dalla capacità del professor D’Andrea – dichiara il primo cittadino Carlo Bodi saper incuriosire e trasferire conoscenze ai nostri studenti che hanno molto apprezzato la lezione. Come ha detto il professore, dobbiamo vivere il presente, ma con un occhio allo specchietto retrovisore, cioè senza dimenticare il passato. Come dico sempre, è importante ricordare per non dimenticare”.

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