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A Verduno il pianoforte dell’ospedale suona “Imagine” in memoria di Davide Giri

VERDUNO – Concerto e Accensione delle luci di Natale all’Ospedale Ferrero. Inaugurato nel pomeriggio di sabato 4 dicembre, il pianoforte donato dalla Fondazione Ospedale Alba-Bra Onlus e installato al terzo piano. Tra i brani suonati durante la cerimonia anche Imagine, che è stata dedicata alla memoria di Davide Giri.

Tante persone, in queste ore, hanno voluto Ricordare Davide, con un pensiero o una parola d’affetto e vicinanza rivolta alla famiglia. Un messaggio di cordoglio è arrivato dall’ex sindaco Maurizio Marello, appoggiato da una lista civica che aveva visto tra i suoi fondatori il padre di Davide, Renato Giri: «Conosco bene la famiglia di Davide esemplare, generosa, attiva nella parrocchia di Mussotto, impegnata socialmente e politicamente. Davide era un ragazzo per bene, impegnato anche lui in parrocchia: è stato sfortunato e siamo tutti sconvolti». Per il primo cittadino albese, Carlo Bo: «Davide era, come tanti nostri ragazzi, legato alle radici e alla terra della Malora, pur essendo cittadino del mondo».

Anche i professori e il preside del Liceo Scientifico, Roberto Buongarzone, hanno ricordato il giovane ricercatore, ai tempi in cui frequentava le scuole superiori e sognava di girare il mondo: «Vogliamo stringerci in un abbraccio corale a tutta la famiglia, non riusciamo ancora a renderci conto di quanto è accaduto. Davide era uno studente brillante e riservato, con indiscusse doti da leader. Era volenteroso e ambizioso, consapevole che il suo grande impegno scolastico gli avrebbe fatto fare molta strada nella vita e nel lavoro. Siamo tutti sgomenti, non riusciamo a dare un senso a questa tragedia». Parole toccanti anche quelle arrivate dal vescovo albese, monsignor Marco Brunetti: «Una vita speciale che si è spezzata improvvisamente per colpa di una violenza irrazionale.

Un padre e una madre non sono mai pronti a seppellire un figlio, sono eventi che vanno al di là di ogni comprensione umana. Con i genitori e i fratelli abbiamo pregato insieme, è stato un momento molto intimo e sincero. In queste situazioni, la prima reazione è il grido disperato di Giobbe. Tacere, rispettare e condividere il dolore è l’unico modo che abbiamo per stare vicini alla famiglia, con la speranza che la fede saprà dare il suo contributo». Nel corso del suo intervento alla veglia di preghiera e riflessione, il parroco di Mussotto, don Pierluigi Voghera, ha sottolineato: «Siamo qui perché ci unisce l’amicizia, il bene, il cuore di un amico. Ma siamo qui per ritrovare bellezza, bontà, fiducia nell’uomo, per cercare ancora un orizzonte lungo, un orizzonte che vada oltre, che ci aiuti a guardare al di là di quel che è accaduto».

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