LANGA DEL BAROLOLANGHEDiano d'AlbaAttualità

A due anni dalla sua scomparsa, i Dianesi ricordano la loro benefattrice “Babetta”

Maria Barbara Cardone, ha donato alla comunità la sua storica tenuta

DIANO D’ALBA – Lo Spianamento San Sebastiano è un compendio immobiliare posizionato sulla dorsale della collina di Diano, a nord del concentrico del Paese. È un luogo ancora oggi poco conosciuto in quanto è stato per molti decenni residenza privata prima dei Conti Rangone e poi degli eredi, sino a quando è divenuto in proprietà della Signora Maria Barbara Cardone e Famiglia Trevi di Roma.

La sua collocazione e la particolarità costruttiva lo rendono visibile da tutte le colline circostanti e da gran parte dell’abitato di Alba pompeia; dal suo parco l’occhio spazia a 360 gradi su tutta la Langa, il Roero e le Alpi. Il sito su cui è posto era con molta probabilità, in antichità, un luogo di ritualità paleocristiana. Successivamente ha vissuto diverse fasi che lo hanno visto come Convento dei monaci Agostiniani (fine del XVI secolo), poi trasformato in residenza dai Rangone, Conti di Montelupo e poi luogo deputato a salvaguardare la storia a seguito dell’atto di donazione da parte della Signora Cardone il 10 luglio 2012. Il compendio, costituito da un grande immobile con cortile centrale non visibile dall’esterno e uno di rappresentanza, è stato rimaneggiato in varie epoche storiche per consentire i diversi utilizzi già descritti. Alla struttura attuale era addossata anche una antica chiesa sul lato nord-ovest ora non più esistente. Di questa, durante i lavori di restauro, si sono trovate le fondazioni e porzioni di muro.

Questo immobile è ubicato all’interno di un ampio parco pianeggiante, realizzato a seguito di importanti opere di movimento terra eseguite da Cavaliere Carlo Emanuele Rangone di Montelupo avvenute nel 1792 che hanno visto livellare l’originale collinetta presente: da questa attività ha avuto origine la denominazione Spianamento. Tra antichi giardini e sarcofagi funerari Nel parco posto sul lato nord, è ancora presente uno splendido laghetto di forma rettangolare denominato “la peschiera”, all’interno del quale è stato recentemente ritrovato un antico sarcofago funerario, probabilmente del­l’epoca romana. Sul lato sud, invece, è ben visibile un antico giardino di bosso con percorsi ben delineati che richiamano le caratteristiche dei giardini “all’italiana” di antica fattura. Un dono prezioso per le future generazioni

A seguito della donazione dei 2/3 della proprietà in capo alla Sig.ra Cardone e l’acquisto della porzione rimanente dagli eredi della Famiglia Trevi, nel 2012 il Comune ha iniziato importanti lavori di recupero del fabbricato e del parco grazie ai fondi messi a disposizione dalla Fondazione CRC e dalla Regione. La signora Cardone ha donato la sua quota di proprietà andando a vincolarne l’uso “al servizio della Comunità di Diano e di destinarli a scopi di valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico del paese e di promozione del territorio” in modo tale da consentire alle attuali e future generazioni di poter salvaguardare questo insostituibile complesso agli scopi indicati, evitando pertanto la perdita di questo patrimonio storico o il suo snaturamento per fini meramente commerciali ed economici.

UNA VITA DEDICATA AD AIUTARE I BISOGNOSI

“Babetta”, così la chiamavano tutti. Era nata a Torino il 17 aprile 1931 e visse i primi anni a Diano d’Alba, di casa allo Spianamento San Sebastiano dove trascorse tutte le estati della sua vita, anche dopo essersi trasferita ad Albenga. Si laureò nell’anno accademico 1955–’56 all’Università degli studi di Genova, facoltà di medicina e chirurgia con 110 e lode con medaglia; si specializzò in neuropsichiatria infantile presso l’Istituto pediatrico Giannina Gaslini. Tante, oltre la sua vita di neuropsichiatra infantile nelle scuole e nel privato, sono state le sue attività di volontariato tra i bambini abbandonati, i nomadi, l’Oftal (Opera federativa trasporto ammalati) Lourdes, il catechismo in parrocchia che sarà il suo impegno fino all’ultimo giorno. La difesa e l’aiuto agli ultimi, ai fragili, ai bambini con difficoltà fisiche e psichiche è stato il suo principale scopo di vita. Ricordiamo il sorriso di Mary, una bambina dimenticata, in tutti i sensi in ospedale, per la quale Babetta sceglie di essere genitore con l’aiuto della cara amica Maria Figna. Così anche per Vittorio, un ragazzo di cui prende la patria potestà, che cura, che aiuta ad essere indipendente, ad avere un lavoro e una dignità. Da giovanissima, ad Albenga, si distinse tra gli Scouts; aderì al Club alpino italiano e oltre alla passione per la montagna, coltivò quella per la fotografia: la vediamo in cima a parecchie vette della Liguria e del Piemonte nelle molte foto da Lei meticolosamente riposte in vari album. Volle molto bene anche agli animali. Il suo Dick, un cane Breton, la seguiva ovunque in città e nel periodo estivo era nella sua auto per venire a Diano d’Alba. Nel penultimo soggiorno allo Spianamento San Sebastiano, scelse il gattino randagio più malandato e più gracile e lo porto ad Albenga: Nerin, affettuoso e con un pelo nero lucidissimo, ancora oggi tiene tanta compagnia a Maria. Nel 1989 le viene conferita l’onorificenza di “Cavaliere della Repubblica” firmata da Sandro Pertini. Persona di alto livello, fuori dalle righe sempre, progressista, fu pensatrice modernissima e difensore della libertà, dell’umanità, della carità nascosta. Ha donato la proprietà Spianamento San Sebastiano al Comune di Diano d’Alba per scopi sociali e di promozione del territorio, le proprietà di Albenga alla Comunità di Sant’Egidio e una casa in un paesino ligure ad una mamma con figli in difficoltà. Ci ha lasciati il 28 maggio 2019.

La ricorderemo nelle Sante messe: domenica 13 giugno 2021

ore 11.00, parrocchia San Giovanni Battista Diano d’Alba – ore 10, parrocchia di San Rocco Cherasca Fraz. Ricca, Diano d’Alba – ore 11.15, parrocchia di Santa Croce Fraz. Valle Talloria, Diano d’Alba.

Gli Amici di Diano d’Alba e Albenga.

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