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XV edizione della Giornata Nazionale del Polline: le attività di Arpa Piemonte

Oggi, 21 marzo, oltre a segnare l’arrivo della primavera, è anche la Giornata Nazionale del Polline.

Arpa Piemonte dal 2004 ha attivato la Rete di monitoraggio dei pollini allergenici, con stazioni collocate in diversi ambiti del territorio regionale. Le stazioni attualmente attive che monitorano costantemente l’andamento delle concentrazioni polliniche e ne studiano le variazioni nel tempo sono Alessandria, Novara, Omegna e Cuneo. I risultati della rilevazione vengono pubblicati settimanalmente, a cura del coordinamento, nel bollettino pollinico, che illustra le concentrazioni polliniche giornaliere rilevate, ripartite in quattro classi (assente, bassa, media e alta), riferite alle famiglie botaniche ritenute particolarmente significative dal punto di vista allergologico, e indica anche una tendenza previsionale.

Il monitoraggio dei pollini e delle spore aerodiffuse offre un importante contributo non solo in ambito sanitario, in particolare per l’allergologia a cui fornisce informazioni di estrema utilità nella prevenzione e terapia delle patologie allergiche respiratorie, ma è altresi rilevante in campo ambientale nell’ambito del monitoraggio della qualità dell’aria, per la stima della biodiversità di specie vegetali e per la rilevazione di fenomeni legati ai cambiamenti climatici.

Gli studi più recenti stanno evidenziando che il cambiamento climatico può determinare:

  • allungamento della stagione pollinica;
  • anticipo dell’inizio della stagione pollinica;
  • aumento dell’integrale pollinico stagionale/annuale;
  • aumento dell’ammontare di proteine allergeniche contenute nel polline.

 

A livello nazionale, Arpa Piemonte aderisce alla rete POLLnet, la rete di monitoraggio aerobiologico istituzionale del Sistema delle Agenzie Ambientali, e fa parte del Sistema Informativo Nazionale Ambientale (SINAnet).

Oggi, proprio in occasione della XV edizione della Giornata Nazionale del Polline, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e la Società Italiana di Aerobiologia Medicina e Ambiente (AIA) presentano il seminario “Giù la maschera? Il monitoraggio aerobiologico verso il ritorno alla normalità”.

Nel corso della giornata, organizzata in collaborazione con il Gruppo di Palinologia della Società Botanica Italiana e la rete tematica POLLnet-SNPA, Arpa Piemonte presenta il proprio contributo, dal titolo ”Pollini come sentinelle dei cambiamenti climatici in cui si illustrano gli effetti del cambiamento climatico sull’anticipo della fioritura e sull’aumento quantitativo della concentrazione di polline.

In sintesi, si è evidenziato che, nelle tre stazioni di Cuneo, Novara e Omegna (VCO), il genere Corylus (nocciolo) appartenente alla famiglia delle Corylaceae, la famiglia Cupressaceae/Taxaceae e in minor misura il genere Alnus (ontano) fra le Betulaceae, hanno emesso anticipatamente il loro polline probabilmente facilitate da condizioni meteoclimatiche favorevoli sia nella fase della formazione del polline all’interno delle antere e/o coni, sia nella fase di emissione in cui le temperature diurne risultano al di sopra della media stagionale.

Un approfondimento sul nocciolo ha evidenziato come le temperature fredde al di sotto della media di inizio inverno e al contrario il periodo mite e siccitoso del mese di gennaio hanno influenzato in modo importante il ciclo naturale del polline di Corylus, determinando sia un anticipo dell’emissione del polline che un aumento quantitativo delle sue concentrazioni.

Questi fenomeni possono avere un impatto rilevante sulla salute della popolazione dei soggetti allergici che potrebbero non aver ancora messo in atto misure terapeutiche atte ad affrontare la presenza di pollini allergizzanti.

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