ALBACRONACA

Volantini contro la videosorveglianza ad Alba: le motivazioni degli autori

Buongiorno, eccoci qua. Siamo noi del “Laboratorio sociale Chabas” ad aver affisso i volantini contro la videosorveglianza nella notte tra venerdì e sabato. Nessuna volontà di rimanere anonimi: la spiegazione dell’iniziativa si trova da sabato mattina sulla nostra pagina facebook.

La politica della “falsa sicurezza” contro cui ci battiamo non è frutto della mente dell’assessore Marcarino, personaggio politicamente irrilevante, ma è un dato strutturale. La vocazione turistica ha trasformato il centro di Alba in una levigata vetrina, in cui tutto deve essere lindo, curato…artefatto e senza vita. Il controllo sociale ne è una logica conseguenza: vanno bene le comitive di turisti, meno bene i bambini che giocano a pallone per le vie del centro, o le persone che hanno l’ardire di stazionare in una piazza senza consumare.

Anche la miopia e il corto respiro della classe politica albese sono un dato strutturale. L’unica ragione sociale egemone è il profitto, e allora è naturale non avere una visione del futuro della città che trascenda il perimetro stretto della gestione dell’esistente. E’ tristemente naturale non progettare per tempo la futura destinazione d’uso dell’area dell’ospedale San Lazzaro, e delegare la scelta ad una vendita all’asta e al  profitto di chi la vincerà, magari dopo anni di degrado, cospicui sconti sui costi e varianti  urbanistiche ad hoc. A tal proposito segnaliamo che stiamo raccogliendo firme per contrastare la vendita dell’area(siamo quasi a quota 1000) e salvare la presenza di un pronto soccorso di qualità: trovate tutto, nuovamente, sulla nostra pagina facebook

Non ci piace una città che nasconde il disagio sociale sotto il tappeto dei flussi turistici crescenti: una città con affitti e mutui sempre più cari, con più di 200 famiglie che attendono una casa popolare. Migliorare la nostra quotidianità non comporta il sorvegliarla ossessivamente, ma richiede un’organizzazione sociale che renda concretamente esigibili i nostri diritti. Insomma, meno telecamere e più stato sociale!

labchabas@libero.it

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Redazione Corriere

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