Vite ad Oriente va nei castelli

Steli di pietra. Nel Roero

Nuova fase per “Vite ad Oriente” un’iniziativa avviata alla fine dello scorso anno che unisce il Roero orientale con l’area pedemontana della Valle Infernotto: passando per il piano degli “Steli di pietra” scolpiti dal priocchese Riccardo Cordero, per giungere sino alle tante testimonianze della quasi impensabile influenza artistica che la Cina ha avuto nella Sinistra Tanaro.

Influenze che trovano particolare menzione nel castello di Govone e nello stesso maniero di Castellinaldo d’Alba: punto di partenza dell’evento a coronamento parziale del progetto, che si terrà sabato 21 aprile a partire dalle ore 10. Nel paese del Barbera ci sarà un iniziale momento inaugurale curato da Giovanni Molino in qualità di sindaco e dal suo collega govonese Giampiero Novara: con speciale menzione proprio per quegli “steli” nati come sentinelle del paesaggio viticolo di quest’area. Poi lo spazio sarà tutto per le fotografie dei maestri dell’accademia di arti visive di Wenzhou (Cina), già patrimonio dell’umanità Unesco, e con cui l’area sta tessendo in questi anni più di un rapporto culturale ed economico.

Quindi, tutti nel castello di Govone dove alle 12 sarà scoperta la doppia mostra fotografica “Cittadini del celeste impero” (curata da Roberto Cortese, con le opere provenienti dal museo dell’arte orientale di Torino), e di Alberto Maccagno, con immagini di paesaggi da tutto il mondo. Sarà poi la musica, a fungere da protagonista del pomeriggio: dalle 15, con il concerto di flauto di Mariacarla Cantamessa della società italiana per l’educazione musicale. Proporrà brani del ‘600 e del ‘700 composti dai gesuiti missionari in Cina, e di violino con gli interpreti del conservatorio di Torino sui medesimi temi armonici. Si passerà poi alle 17 alla degustazione del tè di Wengcheng e, un’ora più tardi, a una degustazione dei vini di quest’angolo roerino e della valle cuneese.

Insomma, un gemellaggio che dalla tazza al bicchiere, procede per ispirazione e tocchi esotici.