BRA – Sono quasi quadruplicati in 5 anni passando dai 469 del 2021 ai 1.751 del 2025 i visitatori ordinari, cioè non partecipanti ad attività didattiche, del museo civico di storia naturale “Ettore e Federico Craveri” di Bra. I dati, inoltre distinti tra pubblico pagante perché forestiero e non pagante perché residente sotto la Zizzola, sono stati resi noti nell’ultima seduta del Consiglio comunale dall’assessore alla Cultura e vicesindaco Biagio Conterno. Numeri in crescita anche in questa prima parte del 2026, trasversali alle generazioni e confermativi, ha aggiunto e commentato Conterno, di un «centro di divulgazione per il pubblico di tutte le età» tra i più apprezzati in Piemonte. Tanto che proprio la Regione ha premiato di recente, finanziandolo per 1,6 milioni di euro (altri 500mila li ha promessi Fondazione Crc) un progetto del Municipio per riqualificare la storica sede del “Craveri”, già casa di famiglia degli studiosi fondatori.
Per la minoranza di centrodestra, però, sarebbe stato meglio traslocare almeno l’esposizione in locali più ampi, senza barriere architettoniche e dotati di una congrua disponibilità di parcheggio. Ma all’interrogazione scritta si è dovuti ricorrere, lamentano i firmatari dei gruppi FdI, Forza Italia, Lega e liste civiche alleate, dopo inutili tentativi «in almeno cinque diverse occasioni» di avere informalmente a voce conto degli ingressi al museo, specie di quelli non riconducibili alle scuole. Questi sono rimasti, ha ammesso lo stesso Conterno, la stragrande maggioranza del totale. L’assessore ha fatto notare che lui non era mai stato interpellato. La relatrice dell’interrogazione, Giuliana Mossino, ha ammesso: «Vero» ma, ha rintuzzato, «ci eravamo rivolti a suoi colleghi tra cui il sindaco, e speravamo in una comunicazione più efficace tra di voi».










