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Visite agli ospiti delle Rsa Piemontesi: botta e risposta tra Marello e Icardi

Il Consigliere Maurizio Marello (Pd) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata a proposito delle linee guida adottate nelle Rsa per le visite dei familiari.

«Lo scorso 18 giugno – si legge nell’interrogazione – l’assessorato alla sanità della Regione Piemonte ha inviato alle direzioni delle strutture residenziali, socio sanitarie e socio assistenziali, ivi comprese le case di riposo, e alle Asl, le linee di indirizzo per la graduale ripresa delle attività. In esse, per quanto riguarda le visite agli ospiti, si specifica che devono avvenire esclusivamente previo appuntamento, con programmazione della direzione della struttura e negli spazi pertinenziali e non residenziali o comunque in spazi dedicati con accesso diretto dall’esterno. Nelle linee si puntualizza che è obbligo del direttore della struttura impedire l’ingresso di casi sospetti, probabili, confermati di Covid-19. Inoltre si disciplinano le modalità concrete degli incontri: disinfezioni delle mani, utilizzo Dpi, distanziamento fisico garantito da barriere fisiche (es. vetro o plexiglass), divieto assoluto di contatto fisico, vigilanza di un operatore».

A tal proposito il Consigliere ha ricevuto una lettera ( pubblicata anche da alcuni media e  inviata al presidente Cirio dalla familiare di un ospite di residenza per anziani) molto significativa, che racconta l’odissea affrontata da lei e dai parenti per fare visita alla mamma novantenne. Marello ha interrogato perciò l’Assessore competente, spiegando:  «Risulta evidente il paradosso complessivo nella vicenda RSA piemontesi. Adesso di fatto si continua a vietare ai “sopravvissuti” una ripresa delle relazioni affettive con i parenti, condannandoli a protrarre un periodo di solitudine che dura ormai da quattro mesi, con gravi conseguenze sul piano della salute, come viene evidenziato nella lettera.
Si impongono quindi decisioni capaci di contemperare l’esigenza della giusta prudenza onde evitare nuovi focolai di contagio, con quella della salute psichica degli ospiti che ormai si vedono isolati dal mondo e dagli affetti più cari. Determinazioni che mettano veramente al centro la vita degli ospiti».

L’Assessore Icardi ha risposto all’interrogazione con queste parole: «In questo contesto, nel quale neanche i maggiori esperti sono in grado di fornire certezze, esistono 2 ruoli ben definiti: un ruolo regionale che deve, alla luce delle indicazioni Nazionali (Ministero della Salute e ISS), assumere decisioni di indirizzo sulla base dei dati epidemiologici del territorio; un ruolo dei responsabili delle strutture sanitarie pubbliche e private (ospedali, RSA, ASL, ecc.) che devono, nell’ambito delle indicazioni regionali, assumere delle decisioni sulla base della conoscenza delle specifiche situazioni. Le linee di indirizzo regionali non possono pertanto sostituirsi a coloro ai quali la normativa nazionale attribuisce responsabilità legate al ruolo rivestito. Gli indirizzi che abbiamo proposto (che non sono legge e possono essere nell’ambito di una flessibilità legate ai singoli casi oggetto di interpretazione da parte dei responsabili sanitari delle strutture pubbliche e private) tengono conto di una valutazione rischio beneficio che al momento non consente di andare oltre».

«Dall’inizio dell’emergenza Covid l’Assessore Icardi ha assunto una posizione “pilatesca” sulle RSA – ha commentato in seguito Marello -. A marzo diceva che non era competenza della regione intervenire perché si trattava di strutture private. Oggi afferma che la regione ha dato delle linee di indirizzo per le visite dei familiari, ma che le decisioni in merito competono alle direzioni delle strutture. È francamente inaccettabile. Ancora una volta è manifesta l’inadeguatezza delle politiche sanitarie di chi oggi guida il Piemonte senza una vera assunzione di responsabilità. E a pagare sono sempre i più fragili».

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