“Vino e mercati” ad Alba il dibattito sullo sviluppo turistico del mondo del vino

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ALBA – Il mercato del vino è in continua evoluzione: a partire dal vigneto, dove si fronteggiano i sempre più tangibili effetti del climate change, passando per la cantina, dove la tecnologia offre nuovi orizzonti, sino all’attenta analisi dei trend di vendita del prodotto. Un confronto sempre più partecipato che sta alla base del successo del convegno “Vino e mercati”, promosso dalla Sezione Vini e Liquori di Confindustria Cuneo, andato in scena nel pomeriggio di mercoledì 7 febbraio, presso l’aula magna Giovanni Dalmasso dell’Istituto Superiore “Umberto I” di Alba.

 

L’evento è stato introdotto dai saluti della prof.ssa Antonella Germini, Dirigente Scolastico Istituto Superiore “Umberto I”, e Patrizia Mellano, Segretario Generale Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Cuneo, per poi essere introdotto da Paola Lanzavecchia, presidente Sezione Vini e Liquori Confindustria Cuneo: «In una sede così prestigiosa poniamo le basi per un confronto sempre più proficuo tra i numerosi membri della Sezione che, oggi, conta 48 realtà aziendali per un totale di 1636 addetti. Numeri importanti per il settore in questa area, la cui vocazione a fare impresa è modello eccellente riconosciuto nel mondo, non solo nel vino.  L’appuntamento “Vino e Mercati” è diventato oramai una consuetudine ed una opportunità per incontrarsi e confrontarsi sull’evoluzione del nostro comparto, attraverso una lettura ragionata dei dati dell’Osservatorio Permanente del Vino. Il mercato dei nostri vini è sempre più globale, ma oggi le sfide che siamo chiamati ad affrontare sono molte ed interessano l’intera filiera. La crisi climatica nel 2023 ha colpito tutta l’Italia in modi diversi; in Piemonte il calo di produzione è stato del 14% rispetto all’annata precedente. Oggi siamo nuovamente in forte siccità e la situazione impone una riflessione sulla gestione delle risorse idriche, tema per il quale Confindustria ha da tempo dato la propria disponibilità ad un confronto presso le sedi istituzionali. Se il 2022 è stato caratterizzato dalle difficoltà di approvvigionamento e l’aumento dei costi delle materie prime, nel 2023 l’inflazione significativa unita all’aumento dei tassi di interesse si aggiungono a complicare un quadro già complesso. Da queste difficoltà dobbiamo trarre degli stimoli e cercare soluzioni condivise con tutti i portatori di interesse del settore. Per questo abbiamo deciso di approfondire il tema dell’enoturismo, asset sempre più importante nella nostra economia».

 

Durante l’evento, promosso in collaborazione con i Consorzi di tutela dei vini piemontesi, Think Quality srl, ExpNol ltd con il sostegno della Camera di commercio di Cuneo, è stato presentato l’aggiornamento annuale dei dati del WPO (Wine Permanent Observer) di Confindustria Cuneo grazie agli interventi di Alberto Cugnetto, Sezione Vini e Liquori Confindustria Cuneo, e Elena Angaramo, Centro Studi Confindustria Cuneo L’osservatorio, nato nel 2018, svolge il ruolo di raccogliere, analizzare dati e informazioni relative alla produzione, alle giacenze ed al mercato, fornendo così una base solida per prendere decisioni informate. Partendo dall’andamento della produzione nelle ultime annate, si confermano la tendenza di crescita di Barolo, Barbaresco, Barbera, Nebbiolo e Pelaverga, quest’ultimo protagonista di un + 14,3 % nell’imbottigliamento. Particolarmente significativo, tenendo conto dell’entità della produzione, è il dato relativo al Nebbiolo Langhe, che ha fatto registrare un incremento del 4 %, superando il tetto dei 10 milioni di bottiglie prodotte nel 2023.

Nel complesso, la denominazione Langhe si dimostra trainante per il comparto vinicolo del territorio a cui fa riferimento, così come ben si è comportato il Roero, fornendo segnali di grande vitalità, in particolar modo con il vitigno dell’Arneis.

In forte incremento anche le produzioni del Nord Piemonte tra cui spiccano le performance di Erbaluce di Caluso, Ghemme e Colline Novaresi. Stabile il numero di bottiglie Asti spumante e Moscato d’Asti DOCG che superano i 100 milioni di unità. Dall’analisi dei prezzi dei vini rilevati nel mercato GDO italiano si conferma anche in questo caso, il trend di crescita ma, in alcuni casi inferiore rispetto all’inflazione.

Per quanto concerne le giacenze, rispetto al Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani si evidenziano mediamente delle crescite moderate,  fatta unica eccezione per le denominazioni d’origine a base Dolcetto, le cui giacenze mostrano una crescita più rilevante. Poche sono le giacenze dei produttori che fanno riferimento al Consorzio di Tutela del Roero, sia per il bianco che per il rosso, confermando le ottime performance della denominazione. Cresce bene anche la denominazione che fa capo al Consorzio di tutela del Gavi..

 

Fabio Piccoli, direttore Winemeridian, ha commentato i nuovi trend commerciali nel mercato USA ed evoluzione dell’enoturismo in California, partendo dalla personale esperienza, frutto di un viaggio attraverso 23 Stati e 138 cantine: «Anche negli Stati Uniti c’è preoccupazione per il calo di interesse dei giovani per il vino, un trend di consumi negativo dal 2015, più evidente tra Millennials e Gen Z. Per questo l’enoturismo può diventare una soluzione concreta al problema, attivato prima Oltreoceano perché in USA le aziende esistono solo se c’è opportunità di business, la passione viene in secondo piano. Due le principali motivazioni del successo: è un ottimo modo per “disintermediare” sempre di più le vendite ed è uno straordinario driver turistico, anche in zone poco vocate al turismo. Le aziende italiane dovranno far leva sulla componente giovanile, mettendo in discussione tutto quello che ha funzionato fino ad oggi. Il tutto puntando su un’accoglienza con la A maiuscola e su una grande collaborazione territoriale, dedicando cura e attenzione ai dettagli. Obiettivo dev’essere l’incremento del DTC, Direct-to-Consumer: negli Stati Uniti il fatturato generato da vendite dirette si attesta tra il 60/70% nelle aziende medio-grandi e raggiunge punte del 100% nelle aziende piccole, includendo le vendite online. Qui in Italia a malapena il 15%. Il margine è evidente».

 

Dalla Napa Valley alla fotografia proposta da Bruno Bertero, direttore Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, che ha analizzato le opportunità e nuove tendenze dell’enoturismo nell’area Langhe, Roero e Monferrato: «Le nuove generazioni sono interessate da valori e tendenze diverse rispetto alle generazioni precedenti. Tra i principali la sostenibilità economica, sociale ed ambientale, la salute e la trasparenza dei processi produttivi. L’esperienza diretta in cantina può generare nuovi business, puntando su nuovi identikit dell’enoturista che può soggiornare per più giorni sul nostro territorio, del tutto in grado di soddisfare clientele variegate nazionali e internazionali». Tra i principali dati proposti alla platea il risultato della ricerca, commissionata da We Love Holidays, importante azienda di prenotazioni online, ha analizzato diversi fattori, tra cui la produzione di vino e uva il numero di wine festivals, il numero di Decanter World Wine Awards e di Listing con alte recensioni su Vivino.com: “L’Italia al primo posto in Europa tra le località più richieste e le migliori cantine”. Di particolare interesse la tabella estrapolata dal “Rapporto turismo enogastronomico e sostenibilità, 2023” di Roberta Garibaldi che ha evidenziato le tre tipologie di benefici (economici, sociali e ambientali) nel breve e nel medio/lungo periodo. Tra le voci più rilevanti la maggiore visibilità per le produzioni tipiche e migliore immagine per la destinazione, la maggiore capacità di attrarre investimenti e competitività, il minor numero di persone che “abbandonano” il territorio, la diversificazione delle coltivazioni e lo sviluppo di nuovi modelli di produzione e consumo a filiera corta.

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