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Vino, Coldiretti Cuneo: “Dall’OMS un attacco ad un’eccellenza del Made in Italy”

È un grave errore assimilare l’abuso di superalcolici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità e a più bassa gradazione come la birra e il vino che è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol. È quanto evidenzia Coldiretti Cuneo nel commentare il documento adottato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Regione Europa: “European framework for action on alcohol 2022-2025”.
“Il pronunciamento dell’OMS attacca un prodotto con una storia millenaria e colpisce un settore strategico del Made in Cuneo e del Made in Italy agroalimentare con 12 miliardi di euro di fatturato offrendo un importante contributo all’economia e all’occupazione, considerato che il comparto offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone dalla vigna alla tavola, con ricadute molto importanti anche nella Granda da un punto di vista enoturistico” dichiara il Presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada.
Aumento della tassazione, divieto di pubblicità o promozione e obbligo di avvertenze sulla salute in etichetta rischiano in modo fuorviante di assimilare il consumo del vino alle sigarette – spiega Coldiretti Cuneo – con effetti disastrosi sui consumi. Basti pensare che, secondo il sondaggio online sul sito www.coldiretti.it, quasi un italiano su quattro (23%) smetterebbe di bere vino o ne consumerebbe di meno in presenza di “health warning” sulle bottiglie. Ma a preoccupare sono soprattutto gli effetti sulle esportazioni, che superano i consumi interni, per un valore destinato a sfondare per la prima volta quota 8 miliardi di euro, secondo le proiezioni di Coldiretti.
“Il giusto impegno dell’OMS per tutelare la salute dei cittadini – sottolinea il Direttore di Coldiretti Cuneo Fabiano Porcu – non può tradursi in decisioni semplicistiche che finiscono per criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. Una minaccia che mette in pericolo un comparto di tradizione millenaria con un impatto devastante sull’economia, sull’occupazione e sul turismo delle nostre colline”.
Il comparto vitivinicolo cuneese – ricorda Coldiretti Cuneo – conta 6.500 imprese, 16.000 ettari di superficie vitata e una produzione di quasi 1 milione di ettolitri.
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