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Viaggi all’estero, gli albergatori cuneesi: il Governo ci prende in giro?

Si può affermare “oltre al danno, la beffa”: non ci si può allontanare dalla propria abitazione ma si può andare all’aeroporto e prendere l’aereo per andare in vacanza, per esempio, in Spagna. È la dannosa stortura, per non dire altro, che emerge dalla lettura dell’ultimo Dpcm. Una contraddizione, l’ennesima, della gestione del Covid da parte del nostro Governo.
Lo denuncia la Confcommercio della provincia di Cuneo.«Quanto contenuto nell’articolato conferma – dice Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti e Operatori Turistici della Granda – che chi scrive i provvedimenti non conosce le caratteristiche delle attività economiche che norma».
«Mi chiedo – prosegue Chiesa – come si può pensare che non sia pericoloso andare a prendere l’aereo per andare in Spagna o Grecia piuttosto che una gita nelle nostre splendide montagne?». «È la cartina di tornasole della nostra incapacità, un messaggio negativo che ci colpisce e ferisce».Inoltre: «Anche parte dei 700 milioni stanziati quale aiuto speciale alla montagna sono frutto di un disegno fortemente sperequativo – osserva Chiesa –. Come si può identificare nel numero dei posti letto il coefficiente sul quale basare l’assegnazione del bonus alla montagna? Non sarebbe stato meglio identificare il coefficiente nel numero dei biglietti emessi dalle società di servizio fune e similari? Se non viene cambiato metodo poco toccherà alla montagna piemontese. Già in sofferenza a causa dell’alluvione dei primi di ottobre. L
’autostrada At-Cn, nell’ultimo troncone da fare, chiede quasi 4 anni di preventivo prima di essere terminata. La Val Roja è distrutta e mentre i nostri cugini d’Oltralpe stanziano milioni di euro, da questa parte noi ci domandiamo ancora cosa fare. Abbiamo una ferrovia, che ha vinto il premio de “I Luoghi del Cuore Fai”, che non funziona. Ripeto: occorre avere una visione, chiara».

Redazione Corriere

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