VEZZA D’ALBA – Mancavano pochi giorni a Natale, quando arrivò fragorosa la notizia su tutti i giornali: il sindaco di Vezza d’Alba, Carla Bonino, agli arresti domiciliari con l’accusa di falso in bilancio. Era il 2022 e con lei venne coinvolto anche il suo vice Giuseppe Steffanino. A distanza di 4 anni tutto si è dissolto. Anche la Corte d’Appello di Torino ha assolto gli imputati del processo denominato “Feudo 2” “perché il fatto non sussiste” e “perché il fatto non costituisce reato”. Insomma i “mostri” sono finiti in prima pagina, processati dall’opinione pubblica ed anche dal paese che amministravano, salvo poi risultare innocenti. Ora per Carla Bonino è arrivato il momento di togliersi qualche sassolino (forse sono veri e propri massi) dalle scarpe. «Ritengo dovuta una breve sintesi sugli “eventi” che hanno posto noi e il nostro Comune sotto i riflettori di giornali, tv, social, discussioni e purtroppo giudizi affrettati, malevoli, cattivi senza che vi fosse ancora alcuna sentenza di condanna per la nostra Amministrazione aveva lavorato per 13 anni per il bene dei cittadini, del paese ed anche del Roero e stava concludendo il terzo mandato elettorale.
Eravamo infatti in procinto di realizzare le opere programmate da tempo come tratti di marciapiedi, la palestra scolastica per il Polo Scolastico ed il progetto sul Rio Borbore per il quale si era lavorato sin dal primo mandato del 2009 con trasparenza e determinazione, con ingegneri qualificati ottenendo un grande contributo dalla Stato per risolvere i problemi di tutta la vallata del Borbore, senza interferire sulla viabilità e il lavoro delle attività commerciali, portando sicurezza e possibilità di sviluppo per le nostre aziende. Mente accadeva tutto questo, purtroppo, il 14 dicembre 2022 la finanza di Cuneo notificava a me, al vicesindaco Giuseppe Steffanino, e ad altri un atto giudiziario di arresto. Ho così appreso che ero accusata di: falso in bilancio per crediti inesistenti, truffa ai danni dello Stato per diversi interventi e lavori (messa in sicurezza del cimitero e della Rocca, Rio Borbore, Scuola Materna e Bando Luci Smart) oltre ad altre accuse di falso.
Ho dovuto così dimostrare la mia innocenza che, oggi, dopo 4 anni e due giudizi di totale assoluzione deve essere, per tutti, certa». Il grande dolore dell’ex sindaco è arrivato soprattutto da ciò che è successo nel suo paese: «Il nostro Comune si e’ costituito parte civile con una considerevole richiesta di rimborso per i danni che riteneva di aver subito; danni che invece, sono inesistenti poiché il bilancio era veritiero, i soldi per i lavori erano legittimi e i lavori eseguiti giustificati». Così dopo 2 gradi di giudizio si chiude questa vicenda dolorosa e la signora Bonino, che comunque ha pagato anche in termini psicologici questa vicenda ed ora potrà continuare a camminare a testa alta per le vie di Vezza d’Alba. A conclusione, voce al pool difensivo ed in particolare dell’avvocato Marta Giovannini: «Sono molto felice di questa seconda sentenza di assoluzione piena di Carla Bonino; un’assoluzione che dimostra, una volta per tutte, come la nostra assistita fosse totalmente innocente e come avesse sempre operato per il bene del Comune di Vezza e dei suoi cittadini»










