dal PiemonteCRONACA

Vento forte mette a rischio caduta gli alberi in Piemonte

Sono aumentate del 29% le bufere di vento in Italia nell’ultimo anno tra raffiche violente, trombe d’aria e tornado che hanno causato danni e feriti in campagna ed in città, dal nord al centro. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dell’European Severe Weather Database (Eswd) in occasione dell’allerta della Protezione civile per venti forti in diverse aree del Paese per effetto dei cambiamenti climatici che stanno aumentando sia l’intensità che la frequenza degli eventi estremi.
 
Raffiche diföhn fino a quasi 180 chilometri orari si stanno abbattendo sulle montagne del Piemonte ed anche in pianura. Sono le conseguenze della tempesta provocata dalla combinazione tra un fronte freddo sceso dal Nord Europa e lo scontro tra l’alta pressione sull’Europa occidentale e la bassa pressione sulla parte orientale del continente. Arpa Piemonte prevede raffiche forti o molto forti da nordovest al mattino e da nord al pomeriggio sulle Alpi, moderate occidentali in pianura, in rotazione da nord nel pomeriggio sul settore orientale e rinforzi di föhn diffusi al mattino, in attenuazione sulle pianure occidentali nel tardo pomeriggio, più persistenti e con raffiche più violente sulle pianure orientali. Torino e provincia stanno subendo gli effetti, quindi, del vento forte con alberi abbattuti, rami spezzati, ponteggi danneggiati e capannoni scoperchiati. Temperatura quasi estive che stanno sfiorando i 18 gradi.
 
«A preoccupare è anche il rischio incendi nei boschi resi aridi dall’aria secca, come d’altronde sono già divampati, la scorsa settimana, in diverse zone del Piemonte – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale –. Le piante cadono anche per la mancanza di manutenzione adeguata con potature eseguite senza la necessaria professionalità. Una situazione sulla quale occorre intervenire con una gestione professionale , che preveda il ricorso alla figura del manutentore del verde con idonea qualifica, anche attraverso la rivalutazione del ruolo degli agricoltori così come previsto dalla legge di orientamento che consente ai Comuni di delegare la manutenzione agli imprenditori agricoli ed evitare così una gestione improvvisata che mette in pericolo i cittadini. Per questo è necessario coinvolgere a tutti i livelli le oltre 1.100 imprese florovivaistiche piemontesi che possono occuparsi con competenza della gestione del verde a 360 gradi».

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