BRASanità

Vene varicose, le cause e la cura. La Casa di Cura Città di Bra all’avanguardia con i più innovativi interventi

La varicosi è una patologia di frequente riscontro da parte del medico di famiglia e, in molti casi, la diagnosi di “vene varicose” è facilmente alla portata della persona che ne manifesta i sintomi. La patologia colpisce uomini e donne, ma con una netta prevalenza per le signore, che hanno nelle variazioni ormonali prodotte dalle gravidanze e nell’utilizzo di contraccettivi ormonali per lunghi periodi della vita un fattore di rischio specifico e molto importante. Diversamente i fattori di rischio sono età, condizioni del lavoro, obesità, vita sedentaria e predisposizione famigliare. La capacità di risposta del territorio alla richiesta di intervenire in sede di diagnosi e terapia di questa patologia dispone del primo Centro Avanzato di Flebologia accreditato in Piemonte dalla Società Italiana di Flebologia e attivo presso la Casa di Cura Città di Bra. La responsabilità del Centro è stata assegnata al dottor Giancarlo Viglione, specialista in Chirurgia Cardio Vascolare e presidente provinciale della Società Italiana di Flebologia.

Al dottor Viglione abbiamo chiesto di spiegare quali risposte può dare il Centro Avanzato ai pazienti che si rivolgono per una valutazione, o per la programmazione di una terapia.

Dottor Viglione, cosa sono è perché molte persone soffrono di varicosi? «Oltre il 50% delle persone che si presentano in visita hanno sviluppato uno stadio della patologia conclamato. Sottovalutando per anni i classici campanelli d’allarme: crampi notturni alle gambe, senso di pesantezza, gonfiore, prurito, senso di bruciore. A questi sintomi corrisponde una situazione di difficoltà del sangue venoso a ritornare al cuore attraverso il circolo venoso. Se non si correggono tempestivamente i sintomi della fase preliminare della malattia questa evolve con la comparsa delle dilatazioni venose provocate dallo sfiancamento della parete vascolare che “cede” sotto il peso del sangue spinto in basso dal proprio peso con la complicità della perdita della capacità di contenimento prodotta dalla parete venosa e dalle valvole che hanno il compito di evitare il reflusso del sangue verso il piede. A differenza delle arterie, ben dotate di una parete muscolare, le vene sono meno performanti in sede emodinamica e quando, con l’età o per fattori di rischio, perdono la loro elasticità si apre la strada alla formazione delle vene varicose: serpiginose, nodulari, blu o viola, rilevate dalla cute».

Cosa viene messo a disposizione dei pazienti varicosi in un Centro Avanzato la Clinica Città di Bra? «Molto dipende dalla situazione clinica che ci viene sottoposta. In fase precoce si può intercettare il peggioramento della situazione utilizzando farmaci idonei al trattamento dell’nsufficienza venosa, correggendo lo stile di vita, utilizzando integratori e presidi come le calze compressive. Nella maggior parte dei casi però, essendo la patologia cronica, la contromisura più efficace, anche dal punto di vista estetico, è quella di intervenire chirurgicamente per eliminare varici grandi e, in prospettiva, pericolose».

Stiamo parlando di complicazioni importanti? «Si. Se lasciata a se stessa la patologia si aggrava col progressivo cedimento del tessuto connettivo venoso che danneggia soprattutto le grandi e piccole vene safene che perdono la capacità di spingere il sangue a ritroso verso il cuore. Il ristagno del sangue crea le premesse per eventi acuti molto importanti: la flebite, la trombosi venosa e, nel caso peggiore, il passaggio in circolo di trombi. Un’altra complicazione seria è l’apertura di ulcere cutanee che guariscono con difficoltà e possono essere causa di infezioni».

Come interviene dunque il Centro di Flebologia? «Il primo passo sarà quello di realizzare una diagnosi accurata delle condizioni del circolo venoso utilizzando la tecnologia Eco-color-doppler. Sulla base di queste informazioni e sulla rilevazione dei parametri emodinamici rilevati dall’esame (diametro della vena e lunghezza) prende forma la nostra strategia di cura. Che sarà di tipo medico o chirurgico in funzione del quadro clinico, anatomico ed emodinamico. Nel caso si debba ricorrere ad un intervento possiamo ulteriormente valutare i vantaggi di un intervento tradizionale (Chirurgia Aperta) oppure virare sui Trattamenti Endovascolari come i trattamenti sclerosanti a base di metacrilato oppure ottenere la sclerosi venosa per mezzo di sonde intravasali che emettono radiofrequenze o energia laser. In questo momento possiamo mettere a disposizione la nuova tecnologia di sclerosi venosa ottenuta per iniezione di Schiuma».

Di cosa si tratta? «L’Ecosclerosi con schiuma è una tecnica che le linee guida internazionali indicano come quella attualmente meno invasiva, più completa e più efficace nel consentire un’alta percentuale di occlusione venosa anche a distanza dal punto di inoculo. La tecnica consiste nell’introduzione nella vena di una Schiuma Sclerosante che è in grado di ottenere la chiusura della grande e piccola safena. In questo modo si elimina il meccanismo che alimenta il ristagno di sangue. Il sangue tornerà in ogni caso al cuore utilizzando i vasi sani. La schiuma iniettata in vena ne spinge via il sangue e ne prende il posto “obliterando” la vena stessa eliminando il questo modo il reflusso venoso. Dal punto di vista del risultato questa metodica non è differente da quanto ottenibile con altri metodi come il Laser e la Radiofrequenza. Il vantaggio è che l’Ecosclerosi con Schiuma richiede anestesia periferica ed è una tecnica a tutti gli effetti ambulatoriale che non implica l’accesso alla sala chirurgica. Può quindi essere eseguita in ambiente medico e non necessariamente ospedaliero purché eseguita da specialisti qualificati in un ambulatorio ben attrezzato. Dal punto di vista emodinamico, il vantaggio offerto è quello di ottenere un’ottima occlusione dei vasi safenici collaterali, delle safene doppie e delle vene safene di tipo angiomatoso, non possibile con Laser o Radiofrequenza».

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