Vendemmia Moscato: Consorzio dell’Asti propone rese in aumento a 85 quintali

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Le previsioni del direttore. Giorgio Bosticco parla di crescita del comparto

In un passato non lontano l’inizio di agosto segnava, per il mondo del Moscato, il crescere dell’attesa per le decisioni della commissione paritetica, organismo col quale – con la Regione a mediare – le parti agricola e industriale concertavano rese e prezzi della nuova campagna vendemmiale.

Nell’ultimo biennio qualcosa è però cambiato. Nel 2016 l’Autorità Antitrust ha infatti bocciato tale pratica come scorretta, lasciando così spazio al libero mercato.

Il pensionamento della “paritetica” – va detto – non pare aver spostato di molto i numeri, avendo semmai concorso a stemperare le polemiche che da sempre avevano contrassegnato la contrattazione agostana.

Spetta comunque ancora alla Regione, in accordo con le rappresentanze di categoria, fissare le rese massime, mentre sul fronte dei prezzi le previsioni lasciano intendere che non ci si dovrebbe discostare molto da quelle del 2017, quando il “biondo aromatico” passava di mano per poco più di 107 euro (107,50 per la precisione) al quintale.

Quale scenario ci attende quest’anno? Secondo il direttore del Consorzio Tutela dell’Asti Docg, l’albese Giorgio Bosticco, ci sono spazi per un piccolo incremento delle rese, considerato il fatto che le giacenze di cantina sono in calo. Il Consorzio proporrà così di passare dagli attuali 80 a 85 quintali per ettaro, oltre a 15 quintali di riserva. Poiché il mercato, anche grazie al successo dell’Asti Secco, è finalmente in crescita, è molto probabile che già a gennaio 2019 verrà chiesto lo sblocco della riserva per complessivi 5 quintali, passando in definitiva a una resa totale di 90.

Un lieve ritocco all’insù è atteso anche per quanto riguarda i prezzi, che visto l’aumento della domanda potrebbero sfondare quota 108 euro/quintale. Ovviamente si tratterà di una valutazione media, che non tiene conto delle singole contrattazioni tra vignaioli e industriali. I primi cercheranno di spuntare qualcosina in più, i secondi cercheranno di risparmiare. E in mezzo ci sarà la qualità, che da sempre influenza in modo marcato il prezzo finale di scambio.

A proposito di qualità: che vendemmia sarà quella del 2018?

Intanto possiamo subito dire che, salvo sconvolgimenti meteorologici dell’ultima ora, si inizierà a raccogliere verso la fine di agosto, con un ritardo di 15 giorni rispetto allo scorso anno, quando la vendemmia fu particolarmente anticipata.

Sul fronte analitico i riscontri appaiono positivi. Fatta eccezione per la bolla africana di questi giorni, nell’annata il clima è stato fresco e umido, e questo andamento in proiezione favorirà un buon equilibrio tra zuccheri e acidità. Come noto, gli aromi tipici del Moscato sono legati agli zuccheri e poter aver un mosto dolce, ma non stucchevole, garantirà un prodotto di assoluto valore.

Completate le previsioni, non ci resta che aspettare la vendemmia: da quel momento le ipotesi, pure se fondate, lasceranno il posto ai dati oggettivi.